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Valéry, Paul Ambroise

scrittore francese (Cette, oggi Sète, Hérault, 1871-Parigi 1945). Studente di liceo e poi alla facoltà di diritto di Montpellier, seguì la vocazione poetica e, grazie all'amicizia di P. Louÿs, frequentò a Parigi i martedì di S. Mallarmé, di cui si dichiarò discepolo subendo l'influenza simbolista. Insoddisfatto della pura e semplice attività poetica, andò scoprendo il suo vero interesse nell'esplorazione dei meccanismi stessi dell'attività spirituale. Due saggi in prosa, Introduction à la méthode de Léonard de Vinci (1895) e La soirée avec M. Teste (1896), rispondono all'ambizioso progetto. Dopo un silenzio di vent'anni, nel 1917 pubblicò il poema La jeune Parque (La giovane Parca), dove lo sforzo di concentrazione e di raffinatezza artigianale sostenuto dal poeta sfocia in un ermetismo carico di significati iniziatici il cui valore di rottura finisce per coincidere con quello della rivoluzione surrealista, scaturita da presupposti diametralmente opposti. Incoraggiato dal successo, Valéry riprese, correggendoli, i versi giovanili col titolo di Album de vers anciens (1920; Album di versi antichi) e pubblicò nel 1922 Charmes, comprendente le migliori composizioni, quali Ébauche d'un serpent (Abbozzo di un serpente), Le cimitière marin (Il cimitero marino), Fragment d'un Narcisse e i temi maggiori della sua poetica: l'uomo dibattuto tra sentimenti contrastanti come l'orgoglio della propria intelligenza, l'ardore di vivere e la coscienza del nulla. Vi predomina tuttavia una serenità di ispirazione che la scelta di forme rigorosamente classiche accentua, secondo un ideale estetico che identifica il poeta con l'architetto, lo scultore o la danzatrice, tutti allo stesso modo alle prese con una materia da dominare. Sono questi i temi di due dialoghi del 1923: Eupalinos ou l'Architecte e L'âme et la danse (L'anima e la danza). Eletto nel 1925 all'Académie Française, abbandonò tuttavia la poesia per dedicarsi a opere di riflessione filosofica e critica: Variétés (1924-44), Rhumbs (1926; Rombi), Choses tues (1930 e 1932; Cose taciute), Regards sur le monde actuel (1931; Sguardi sul mondo attuale), Introduction à la poétique (1938), Tel Quel (1941-43; Tale quale), ai quali si aggiunge la pubblicazione dei Cahiers (Quaderni), apparsi postumi tra il 1957 e il 1961 in 29 volumi, da ritenere la realizzazione più compiuta delle ambizioni intellettuali di Valéry. Postumi sono anche L'Ange (1946; L'angelo), Histoires brisées (1950; Storie spezzate) e Correspondance (Gide-Valéry, 1955). Si cimentò poi col teatro con Amphion (1931) per la musica di A. Honegger e soprattutto con Mon Faust (postumo, 1946), comprendente due opere drammatiche incompiute: Lust, ou la demoiselle de cristal e Le solitaire ou les malédictions de l'univers. Professore al Collège de France dal 1937, durante l'occupazione prese posizione contro l'oppressore.

Bibliografia

M. Raymond, Paul Valéry et la tentation de l'esprit, Parigi, 1947; M. Bémol, La méthode critique de Paul Valéry, Parigi, 1950; P. Guiraud, Langage et versification d'après l'oeuvre de Paul Valéry, Parigi, 1953; J. Hytier, La poétique de Valéry, Parigi, 1953; J. Lawler, Lecture de Valéry. Une étude des “Charmes”, Parigi, 1963; J. Duchesne-Guillemin, Ètudes pour un Valéry, Neuchâtel, 1964; L. Perche, Valéry, les limites de l'humain, Parigi, 1966; F. C. Papparo, L'inquieto senso del possibile. Saggio sui Cahiers di Paul Valéry, Napoli, 1990.

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