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Valdobbiàdene

comune in provincia di Treviso (36 km), 253 m s.m., 60,70 km², 10.624 ab. (valdobbiadenesi), patrono: Maria Santissima Assunta (15 agosto).

Centro situato alla sinistra del fiume Piave, sul versante meridionale del monte Cesen. Forse di origine romana, nell'alto Medioevo ebbe signori propri e mantenne una certa autonomia nell'ambito della Marca Trevigiana. Nel 1154 fu assoggettato da Treviso, contro cui si era schierato con Ceneda e Conegliano. Possesso di Alberico da Romano nel 1223, nel 1330 fu occupato e saccheggiato dagli Scaligeri. Nel 1359 l'imperatore Carlo IV lo concesse in feudo ai conti di Collalto e nel 1389 passò sotto il controllo della Repubblica di Venezia.§ La chiesa arcipretale, del sec. XIV ma ricostruita e ampliata durante i sec. XVII-XVIII, conserva dipinti di Palma il Giovane, P. Bordone, F. Beccaruzzi e R. Carriera; isolato rispetto al corpo centrale si innalza il campanile, eretto su progetto di F. M. Preti.§ L'economia si basa sull'agricoltura (cereali, uva da vino, foraggi), l'allevamento bovino e avicolo e l'industria, attiva nei settori enologico (prosecco e spumanti a fermentazione naturale, cartizze), meccanico, ottico, elettrotecnico, tessile, dell'abbigliamento, della lavorazione del legno e delle materie plastiche.

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