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Valtellìna

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Territorio

Valle delle Alpi Centrali parallela all'asse principale del sistema alpino, percorsa dal fiume Adda; è interamente compresa nella provincia di Sondrio. Si allunga da W a E tra il lago di Como e Teglio, dove piega a NE fino al confine con la Svizzera e con l'Alto Adige; è racchiusa tra le Alpi Retiche a N e le Alpi Orobie a S. Presenta versanti laterali in cui si aprono profondi valloni, numerosi conoidi di deiezione, ampi terrazzi fluvioglaciali e un fondo piuttosto piatto. Nel tratto superiore si restringe in gole rocciose, che si aprono nell'ampia conca di Bormio. Le principali valli laterali sono la val Grosina, la val di Poschiavo, la val Malenco e la val Masino da destra; la Valfurva e la valle del Bitto da sinistra. Ricadono nel territorio della Valtellina una parte del Parco Nazionale dello Stelvio e il Parco Naturale delle Orobie Valtellinesi, che comprende valli e montagne del versante settentrionale delle Alpi Orobie dove dai boschi di latifoglie delle quote inferiori si passa ad ampie foreste di conifere fino alla prateria alpina e agli ambienti rupestri. Queste aree ospitano numerose specie di animali, fra i quali i principali ungulati alpini (camoscio, capriolo, cervo e stambecco) e uccelli rapaci. La Valtellina è collegata con l'Engadina mediante il passo del Bernina, con l'Alto Adige attraverso il passo dello Stelvio, con la Valcamonica mediante i passi di Gavia e dell'Aprica e con la val di Livigno tramite il passo di Foscagno. È percorsa dalla SS 38 e dalla linea ferroviaria Milano-Sondrio-Tirano che si prolunga nella spettacolare ferrovia alpina del Bernina, di cui il Bernina Express rappresenta una interessante attrazione turistica. Per tutta la sua storia il territorio è stato travagliato da alluvioni e frane: si calcola che dal Trecento alla fine del sec. XX siano stati almeno 56 gli eventi di proporzioni più o meno catastrofiche che hanno coinvolto la regione. Ancora vivo è il ricordo di quello accaduto nel luglio 1987, quando un periodo di piovosità eccezionale (305 mm in un solo giorno) provocò un'alluvione e numerose frane, delle quali la più grave, di ben 40 milioni di m3 di rocce e fango, precipitò da 200 m di altezza, cancellando i nuclei abitati di Sant'Antonio Morignone, Morignone e Aquilone, frazioni del comune di Valdisotto, e facendo numerose vittime. Il materiale franato formò una diga naturale che sbarrò il corso dell'Adda creando un lago che fu svuotato prima che la diga cedesse. In latino medievale Vallis Tellina, dal nome ant. della località di Teglio.

Popolazione ed economia

Come tutte le valli longitudinali alpine, la Valtellina è discretamente popolata nel fondo e sul versante esposto a S della valle principale, molto meno nei valloni laterali. Capoluogo storico e centro principale è Sondrio; altri centri importanti sono Morbegno, Teglio, Tirano, Sondalo e Bormio nel fondovalle principale, Chiesa in Valmalenco, Caspoggio, Poschiavo (in Svizzera) e Santa Caterina Valfurva nelle valli laterali. Risorse economiche sono l'allevamento bovino, l'agricoltura (vite, cereali e ortaggi), la produzione di energia idroelettrica, l'industria alimentare (tipica la produzione di bresaola) ed enologica (liquori di erbe e vini DOC) e soprattutto il turismo estivo e invernale.

Storia

Occupata dai Romani alla fine del sec. I a. C., durante il periodo delle invasioni barbariche la Valtellina subì influenze dal passaggio dei Goti e successivamente dall'avanzare dei Franchi. Nel periodo feudale e comunale fu terreno di lotte e scontri, per divenire soggetta, nel sec. XIV e fino a tutto il sec. XV, al dominio di Milano, prima dei Visconti e poi degli Sforza. Nel 1512 fece atto di sottomissione alle Leghe Grigie e a queste aggregata come conquista. Nel 1620, essendosi diffuso il protestantesimo nei territori delle Leghe, vi scoppiò una sanguinosa rivolta di cattolici che portò al massacro di molti riformati e magistrati grigioni (fra cui anche il governatore), passato alla storia come il “Sacro Macello della Valtellina”. Ma fu solo nel 1797 che le società patriottiche valtellinesi riuscirono a proclamare la repubblica indipendente federata alla Cisalpina, cui poi la Valtellina fu annessa. Da allora le sue sorti seguirono nuovamente quelle della Lombardia.

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