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Vellétri

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comune in provincia di Roma (40 km), 332 m s.m., 113,2 km², 51.507 ab. secondo una stima del 2007 (veliterni), patrono: san Clemente Papa (23 novembre).

Generalità

Cittadina dei Colli Albani, ubicata sulle ultime propaggini del monte Artemisio, nel punto d'incontro della via Appia con la strada che conduce alla valle del fiume Sacco. Per la sua favorevole posizione geografica e per la fertilità del territorio ebbe un importante ruolo strategico e fu intensamente popolata. Nel corso della seconda guerra mondiale, in concomitanza con lo sbarco alleato ad Anzio, fu più volte bombardata. La ricostruzione nel dopoguerra avvenne privilegiando l'espansione a O e a NE, lungo la via Appia. È sede vescovile.

Storia

Potente avamposto dei Volsci, fu avversaria di Roma sino al sec. IV a. C. quando, sconfitta, divenne municipio romano. Fiorente in epoca imperiale, nel sec. V fu devastata da Goti e Visigoti e conquistata in seguito dai Bizantini. Libero comune nel sec. XIII, sostenne una fiera lotta contro i nobili romani, finché, nel Cinquecento, venne incamerata nei possessi pontifici. Nel 1849 fu teatro dello scontro tra una colonna di volontari della Repubblica Romana, guidata da Garibaldi, e le forze borboniche del generale Lanza, costrette ad abbandonare il campo.

Arte

Centro del nucleo abitato è piazza Cairoli, in cui spicca la torre del Trivio (1353), di stile romanico-gotico a corsi bianchi e neri. L'imponente Palazzo Comunale, di G. Della Porta (1573-90), fu ricostruito dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale; al suo interno è il Museo Civico, che custodisce soprattutto materiali del periodo volsco e romano, tra cui l'importante sarcofago in marmo pario a forma di tempio, decorato con le Fatiche di Ercole (sec. II d. C). Nel chiostro della cattedrale di San Clemente (risalente al sec. IV ma più volte ricostruita) ha sede il Museo Diocesano, la cui raccolta vanta opere di inestimabile valore, tra cui alcuni dipinti di Gentile da Fabriano (Madonna col Bambino) e la famosa Croce Veliterna, un prezioso reliquiario (sec. XII-XIII).

Economia

La città occupa, per popolazione e peso economico, una posizione di rilievo nell'area dei Castelli Romani. Le risorse economiche locali sono legate principalmente all'agricoltura (uva, olive e ortaggi) e alla lavorazione e al commercio dei prodotti alimentari (pasta, olio e vino). È diffusa la floricoltura. L'industria opera nei comparti meccanico, del legno e dei materiali da costruzione.

Curiosità

Nel mese di marzo vi ha luogo la Festa delle Camelie; in ottobre la città ospita la Festa dell'Uva e del Vino, con degustazione dei vini laziali e concorso gastronomico.

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