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Veltroni, Walter

uomo politico italiano (Roma 1955). Diplomato all'Istituto Cine Tv di Roma come assistente alla regia, è entrato in politica aderendo alla Federazione giovanile comunista (FGCI) e divenendo segretario di cellula nel 1973. Nel 1976 è stato chiamato a lavorare nella direzione del PCI nel settore della propaganda e nel 1987 è stato eletto per la prima volta alla Camera dei deputati. Attento ai fermenti culturali presenti nelle esperienze internazionali della sinistra, Veltroni ha partecipato attivamente al processo di trasformazione del PCI in P.D.S. (1991). Nel 1992 è stato chiamato a dirigere il quotidiano l'Unità, che ha lasciato nel 1996, dopo essere stato nominato vicepresidente del Consiglio e ministro per i Beni Culturali e Ambientali nel governo Prodi. Soprattutto in questo ruolo Veltroni ha cercato di modernizzare la struttura museale italiana, prevedendo orari più flessibili di apertura dei musei e cercando di costituire un fondo per il restauro del patrimonio artistico con i proventi del gioco del lotto. Con la caduta del governo Prodi (1998), Veltroni è tornato alla vita di partito assumendo la carica di segretario dei DS (la nuova formazione politica nella quale era confluito nel frattempo il PDS) al posto di Massimo D'Alema, nominato presidente del Consiglio. Nel maggio 2001 è stato eletto sindaco di Roma per l'Ulivo e si è dimesso da segretario dei DS, carica che nel novembre successivo è stata assegnata a Piero Fassino. Nel 2006 è stato riconfermato sindaco alle elezioni comunali di Roma. Nell'ottobre 2007, alle primarie del nascente Partito Democratico, vinceva con oltre il 75% dei consensi. Nel 2008 lasciava l'incarico di sindaco di Roma per dedicarsi alla campagna elettorale come candidato premier per il Partito Democratico. Nel febbraio 2009 rassegnava le dimissioni da segretario del PD, dopo la sconfitta elettorale in Sardegna. Autore di numerose pubblicazioni, tra le più significative dal punto di vista politico si ricordano: I programmi che hanno cambiato L'Italia (1992), La bella politica (1995), Governare da sinistra (1997) e il romanzo La scoperta dell'alba (2006).

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