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Venafro

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comune in provincia di Isernia (25 km), 222 m s.m., 41,11 km², 11.198 ab. (venafrani), patrono: san Nicandro (17 giugno).

Generalità

Cittadina situata all'estremità orientale dell'omonima pianura alluvionale, alla destra del fiume Volturno. Il centro è inserito in un suggestivo paesaggio, caratterizzato dalla presenza di vasti oliveti che si inerpicano lungo le irte pendici del monte Santa Croce.

Storia

Di origine sannitica (Venafrum), fu importante stazione sulla via che collegava il Sannio con la Campania e il Tirreno. Presa da Roma nel 290 a. C. ed entrata a far parte del suo ordinamento, divenne famosa per la fertilità del suo territorio e fu celebrata da Orazio come ameno luogo di villeggiatura. Sede vescovile fin dal sec. V, fu capoluogo di una delle contee in cui venne suddiviso il Ducato di Benevento in epoca longobarda. Possesso dei conti di Molise al tempo dei Normanni e degli Svevi, fu infeudata ai Pandone nel 1443. Avocata al demanio ed elevata a principato verso la fine del sec. XVI, passò, dopo varie signorie, ai Caracciolo.

Arte

L'abitato conserva visibili resti dell'antica Venafrum, tra cui il teatro, l'anfiteatro (detto “Verlasce”, con le successive costruzioni rurali che ne seguono l'andamento ellittico) e alcuni tratti dell'acquedotto venafrano. Strutture medievali (sopra residui romani) sono rinvenibili nell'isolata cattedrale romanica dell'Assunta, con influssi goticheggianti riferibili a una costruzione del 1423, trasformata ancora in epoca barocca. Del sec. XV è il palazzo Caracciolo, massiccia costruzione difensiva con due bei portali durazzeschi. Fra le numerose chiese (ben cinquantaquattro agli inizi dell'Ottocento) interessante è la settecentesca chiesa dell'Annunziata, ricostruita in forme barocche su struttura originaria del 1387. Il castello, di origine longobarda, fu ristrutturato nel sec. XIV e trasformato in residenza signorile dai Pandone nel Quattrocento. Nel Museo Archeologico, ospitato nell'ex monastero di Santa Chiara, si trovano reperti provenienti dall'antica Venafrum e dal territorio.

Economia

Vivace centro commerciale, Venafro è anche sede di un notevole polo industriale dove operano aziende alimentari, metalmeccaniche, tessili, edili, dei materiali da costruzione e dell'arredamento. L'agricoltura produce cereali, ortaggi, olive e foraggi; è attivo l'allevamento bovino, ovino e avicolo. Rilevante il turismo, richiamato dal patrimonio artistico e naturalistico.

Curiosità

Vi furono girati i film La legge è legge di Christian-Jaque (1958) e I magi randagi di Sergio Citti (1996). Una parte del territorio è compresa nell'Oasi WWF delle Mortine.

Media


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