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Veróna (città)

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capoluogo della provincia omonima, 59 m s.m., 199,77 km², 264.191 ab. secondo una stima del 2005 (veronesi), patrono: san Zenone di Verona (11 aprile).

Generalità

Città del Veneto situata nella pianura ai piedi delle estreme propaggini meridionali dei monti Lessini, alla convergenza di importanti direttrici di traffico, in particolare l'asse viario Modena-Brennero e quello stradale e ferroviario Venezia-Milano-Torino. L'abitato si estende sulle sponde dell'Adige, che lo attraversa descrivendo una duplice ansa in forma di stretta “s”. Nel centro storico è ancora rilevabile la regolare struttura a scacchiera del nucleo romano, con lunghe vie rettilinee e ortogonali. Alla sinistra del fiume, collegata alla città dai ponti Postumio e Pietra, sorgeva, sul colle di San Pietro, l'acropoli, sostituita poi dal castello medievale. Le fortificazioni realizzate da Teodorico ebbero successivamente vari ampliamenti, specialmente sotto gli Scaligeri nel sec. XIV. Nei secoli seguenti la città non ebbe alcuno sviluppo; l'espansione urbanistica riprese nel sec. XX inglobando i comuni limitrofi. Dopo la seconda guerra mondiale (durante la quale la città subì ingenti danni) si crearono nuovi quartieri residenziali in prevalenza nel settore orientale, in direzione di San Michele, mentre a S si concentrarono le imprese industriali e commerciali. Verona è centro culturale, economico e commerciale di primo piano, in cui convivono le anime di città d'arte e di area fortemente industrializzata. Nel 2000 il centro storico è stato riconosciuto patrimonio dell'umanità dall'UNESCO. La città è sede vescovile e universitaria.

Storia

Nell'area, abitata già nel Paleolitico inferiore, si susseguirono insediamenti veneti, etruschi, celtici. Al sec. IV a. C. risalgono i primi contatti con Roma, di cui fu alleata nella seconda guerra punica (218-201 a. C.). Fu colonia di diritto latino (89 a. C.) e municipio (49 a. C.). Per la sua posizione geografica la città ebbe grande importanza militare,soprattutto durante le invasioni barbariche, quando Odoacre venne sconfitto per la seconda volta (489) da Teodorico. Conquistata dal longobardo Alboino, divenne una delle città-capitali longobarde e Adelchi vi oppose l'ultima resistenza ai Franchi (774). La città ebbe un ruolo di primo piano nelle vicende del Regno Italico, caduto il quale venne trasformata in marca e assegnata da Ottone I ai duchi di Baviera (952). Schierata dalla parte imperiale durante la lotta per le investiture, si eresse a comune (1136) e nel 1164 promosse la Lega Veronese contro Federico Barbarossa. Nel 1232 gli aspri conflitti tra le maggiori famiglie favorirono l'ascesa di Ezzelino III da Romano. Morto questi (1259), sotto Mastino della Scala furono gettate le prime basi della signoria scaligera, che con Cangrande raggiunse il massimo splendore e la maggiore estensione territoriale. Passata ai Visconti (1387) per un quindicennio, dopo la morte di Gian Galeazzo (1402) appartenne ai Carrara di Padova e poi a Venezia (1405), di cui seguì le vicende fino al 1796, quando fu occupata dalle milizie napoleoniche. Il Congresso di Vienna (1815) l'assegnò all'Austria, che ne fece una delle quattro roccaforti del Quadrilatero e vi convocò l'ultimo dei grandi congressi della Restaurazione. Fu unita al Regno d'Italia nel 1866.

Arte

Numerosi e importanti i resti romani: le porte dei Borsari e dei Leoni, risalenti all'età flavia, il ponte della Pietra (augusteo, ricostruito dopo la seconda guerra mondiale) e l'arco onorario dei Gavi di L. Vitruvio Cerdone. L'anfiteatro del sec. I (la cosiddetta “Arena”) rappresenta uno dei massimi monumenti del genere; rifatto all'interno, conserva all'esterno i suoi tre piani di ordine tuscanico. Sul pendio del colle di San Pietro si trova l'area archeologica del Teatro Romano, un notevole complesso di edifici costruiti verso il sec. I in coincidenza con la prima fase di espansione urbana romana; rimasto sepolto per secoli sotto altri edifici, fu riportato alla luce con una lunga campagna di scavi avviata nel 1757 e conclusasi negli anni Settanta del Novecento. Uno dei più antichi monumenti cristiani di Verona è la basilica di San Zeno Maggiore, eretta nel sec. V sulla tomba del santo. Ricostruita nei sec. XII-XIV, è uno dei maggiori capolavori del romanico italiano; l'equilibrata facciata, in tufo e marmo, è percorsa verticalmente da lesene e orizzontalmente da una galleria di bifore: porta al centro un grande rosone (opera di Maestro Brioloto) e in basso il portale, con protiro, ornato di rilievi di Maestro Nicolò e bottega (ca. 1138); ha una porta bronzea scolpita del sec. XII. L'interno, semplice e maestoso, conserva notevoli opere, tra cui il celebre trittico con Madonna e santi di Mantegna (1459). Ai sec. XI-XII risale la chiesa inferiore di San Fermo Maggiore; quella superiore, eretta nella stessa epoca e rifatta nel sec. XIV, conserva all'interno affreschi (di particolare interesse la celebre Annunciazione del Pisanello) e il monumento Brenzoni del fiorentino Nanni di Bartolo (1427-39). Il duomo, intitolato a Santa Maria Matricolare (sec. XII), fu profondamente trasformato nei sec. XV e XVI; ha facciata romanica, con bel protiro, e interno gotico, ricco di opere d'arte, tra cui un'Assunta del Tiziano. I sec. XIII-XVI sono artisticamente i più splendidi di Verona, il cui tessuto urbano ha conservato in molti punti l'aspetto medievale, come nelle piazze delle Erbe e dei Signori. Su quest'ultima prospetta il Palazzo del Comune (sec. XII, molto rimaneggiato nel XVI), con cortile di forme romaniche detto Mercato Vecchio. Nel 1290 venne iniziata la chiesa domenicana di Sant'Anastasia, i cui lavori proseguirono fino al 1481. L'imponente costruzione gotica, dal bel portale trecentesco, conserva all'interno notevoli affreschi di Pisanello (San Giorgio e la principessa) e Altichiero. Al sec. XIV risale l'imponente fortezza scaligera di Castelvecchio, una delle più significative del tempo; massiccia mole in cotto, merlata e turrita, è unita all'altra sponda dell'Adige dal celebre ponte Scaligero (ricostruito dopo la seconda guerra mondiale). Notevole complesso artistico è quello delle arche scaligere (sec. XIV), tombe dei signori di Verona, sormontate da ricchi baldacchini gotici dei Maestri Campionesi. Esempio di transizione fra lo stile gotico e il rinascimentale è la chiesa di San Bernardino (1451-66), a due navate, con notevoli dipinti dei sec. XV-XVI, e la preziosa cappella Pellegrini, costruita dal 1529 su progetto del Sanmicheli a pianta circolare. Del sec. XV è la ricostruzione di Santa Maria in Organo (sorta nel sec. VIII), con ricco interno; nel coro, decorazioni di Giovanni da Verona. Significative costruzioni del primo periodo rinascimentale (tardo sec. XV) sono l'elegante loggia del Consiglio, di Fra' Giocondo, di bella e vivace architettura, e la chiesa San Giorgio in Braida, con cupola cinquecentesca del Sanmicheli; all'interno è il Martirio di san Giorgio del Veronese. Assai significative anche le architetture di impronta rinascimentale del sec. XVI che caratterizzano alcune strade cittadine, tra cui i centrali corso Cavour e stradone Maffei; fra queste spicca l'opera del Sanmicheli, autore del possente palazzo Bevilacqua (1530), di palazzo Lavezola Pompei (ca. 1530) e della severa porta Palio (1542-57).

Musei

Di grande interesse è il Civico Museo d'Arte di Castelvecchio (ristrutturato su progetto di Carlo Scarpa negli anni Cinquanta del Novecento) che ospita, oltre all'importante collezione di oreficerie, miniature, stoffe, armi e sculture medievali (tra cui la statua equestre di Cangrande I della Scala, tra le maggiori del Trecento italiano), un'ampia raccolta di pittura veneta dei sec. XIV-XVIII. Il Museo degli Affreschi, nel complesso di San Francesco al Corso, raccoglie affreschi staccati nel sec. XX da edifici religiosi e civili veronesi. In palazzo Miniscalchi ha sede il museo della Fondazione Miniscalchi Erizzo, che conserva raccolte archeologiche, preziosi mobili dei sec. XVI-XVIII, bronzi, maioliche, armi e avori di età rinascimentale e dipinti di scuola veneta dei sec. XVI-XVII. Il convento dei Gesuati di San Girolamo ospita dal 1924 il Museo Archeologico. Il Museo Lapidario Maffeiano ha un'esposizione permanente di collezioni epigrafiche greche, etrusche, paleovenete, romane e arabe, istituita nel 1745 per volere del letterato Scipione Maffei. A palazzo Lavezola Pompei, sede del Museo Civico di Storia Naturale, si conservano collezioni zoologiche e archeologiche.

Biblioteche

La Biblioteca Capitolare è tra le biblioteche ecclesiastiche più importanti in Europa; conserva pergamene, libri miniati e preziosi manoscritti: tra gli altri, il Codice di Giustiniano (sec. VI) e un De Civitate Dei di sant'Agostino contemporaneo all'autore. La Biblioteca Civica, fondata nel 1792 e dal 1980 trasferita nel nuovo edificio di P. L. Nervi, possiede (2008) a sua volta un inestimabile patrimonio (oltre 700.000 volumi e opuscoli rari e di pregio, oltre 1200 incunaboli, 6000 cinquecentine, 3600 manoscritti, 2000 stampe, carte geografiche e topografiche tra cui il mappamondo di Leardo del 1442).

Spettacolo

All'epoca romana risalgono i due maggiori edifici scenici della città, entrambi tuttora in uso: il Teatro Romano, costruito nell'età augustea e riportato alla luce e restaurato nel sec. XIX, dopo che per un millennio era rimasto sepolto sotto nuovi edifici, e l'anfiteatro, la cosiddetta “Arena”, di poco posteriore, che venne mantenuto integro, anche grazie alle frequenti opere di restauro compiute a iniziare dal Duecento. Nel 1543 ebbe inizio l'attività dell'Accademia Filarmonica, erede della Schola cantorum della cattedrale, che presentava spettacoli quasi esclusivamente nella stagione di carnevale. Nel 1697 fu inaugurato il primo teatro pubblico moderno, il Teatro dei Temperati, con sede nel Palazzo del Capitanio. Nel 1732 venne inaugurato il Filarmonico, nato per iniziativa dell'Accademia omonima (in particolare di Scipione Maffei) e progettato da Francesco Galli Bibiena. Tra i più bei teatri barocchi d'Italia, fu distrutto da un bombardamento nel 1945 dopo aver a lungo ospitato stagioni liriche di grande rilievo. Tra gli altri teatri importanti si ricordano il Nuovo, aperto intorno al 1754 e tuttora attivo dopo varie ricostruzioni, sede di opere di prosa e di lirica, e il Morando, poi Ristori, inaugurato nel 1814. All'Arena, a lungo usata per tornei, azioni coreografiche, giostre, corride, nel Settecento e nella prima metà dell'Ottocento funzionò un prestigioso teatrino per la commedia che veniva smontato alla fine della stagione. Dal 1913 l'Arena ospita un'annuale stagione lirica estiva che costituisce l'avvenimento teatrale cittadino di maggior rilievo, sia per la qualità delle interpretazioni e per la grandiosità delle messe in scena, sia per la straordinaria affluenza di pubblico proveniente da tutta l'Italia e anche dall'estero. Dal 1948 si svolge al Teatro Romano (ma c'è anche una sede alternativa nel giardino di Villa Giusti) un annuale festival shakespeariano comprendente uno o due spettacoli solitamente allestiti per l'occasione: memorabili i Romeo e Giulietta inscenati da R. Simoni (1948) e da F. Zeffirelli (1964), l'Enrico IV, parte I con regia di G. Strehler (1951) e il Titus Andronicus diretto da A. Trionfo (1967).

Economia

Verona è la seconda città del Veneto per rilevanza economica e uno dei poli produttivi più attivi in Italia. Alla vivacità dell'industria (che opera nei settori metalmeccanico, tessile, alimentare, chimico-farmaceutico, cartario, grafico-editoriale, conciario, calzaturiero, del legno, dell'abbigliamento e dei materiali da costruzione) è strettamente legata l'affermazione del terziario commerciale (di rilevanza internazionale, soprattutto nel settore degli autoveicoli) e logistico. Grazie alla strategica posizione, all'intersezione delle principali vie di comunicazione N-S, la città è nodo commerciale di manufatti industriali e di prodotti agricoli, con un'intensa attività fieristica. Un ruolo di rilievo hanno anche altri rami del terziario: finanza e trading, con un'importante borsa merci; il commercio al dettaglio concentrato nel centro storico; il turismo, attratto dal patrimonio monumentale e dalle prestigiose manifestazioni culturali, come la stagione lirica all'Arena. Non meno importante è il settore agricolo, che vede nella coltivazione (anche biologica) di frutta, ortaggi e della vite (con produzione di pregiati vini) il consolidarsi di un'antica tradizione. Rilevante è inoltre la produzione di cereali e mangimi (con esportazione su larga scala).

Curiosità

La città ospita importanti appuntamenti, tra cui la Fiera Internazionale dell'Agricoltura e della Zootecnia (marzo); la Fiera Internazionale delle Attività Vinicole (Vinitaly, aprile); la Fiera dell'Erboristeria (maggio); la Fiera Internazionale dei Cavalli (novembre). Vi nacquero il pittorePaolo Caliari, detto il Veronese (1528-1588), e Cesare Lombroso (1835-1909), fondatore dell'antropologia criminale italiana.

Bibliografia

Per le opere di carattere generale e di geografia

G. Ferrari, La Provincia di Verona, Padova, 1956;Gibe-Ellepi, La provincia di Verona, Verona, 1957; P. De Franceschi, Natura veronese, Verona, 1991.

Per l'economia

P. Candioli, La peschicoltura veronese, Verona, 1950; E. Malesani, La bonifica delle Valli Grandi Veronesi e Ostigliesi, Milano, 1952; A. Zarpellon, Verona e l'Agro Veronese, Verona, 1954; C. Muscarà, Sulla distribuzione delle attività economiche in provincia di Verona, Venezia, 1964; G. Gasparotto, Il futuro nelle nostre mani. Ricerca sul conflitto socio-industriale nell'area di Verona, Padova, 1990.

Per la storia

B. De Cesco, Una città con le ghette. Verona. Belle Èpoque (1882-1914), Verona, 1981; A. Castagnetti, La Marca veronese-trevigiana, Torino, 1986; G. Ortalli, M. Knapton, Istituzioni, società e potere nella Marca trevigiana e veronese, Roma, 1988; M. Zangarini, Storia di Verona in epoca fascista, Verona, 1989.

Per l'arte

F. De Maffei, Le arche scaligere, Verona, 1955; L. Magnato, Arte e civiltà del Medioevo veronese, Torino, 1962; L. Magagnato, Arte e civiltà a Verona, Vicenza, 1991.