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Verbicaro

comune in provincia di Cosenza (115 km), 428 m s.m., 32,60 km², 3507 ab. (verbicaresi), patrono: Santa Maria delle Grazie (1-2 luglio).

Centro situato sul versante destro della valle del fiume Abatemarco; è compreso nel Parco Nazionale del Pollino. Noto in epoca medievale come Vervicarium, divenne parte della Contea di Lauria, poi fu dei Castelar e dei Cavalcanti. Venne quasi completamente spopolato da un'epidemia nel 1656. § Nella parte antica del paese sono gli avanzi delle mura difensive che circondavano l'abitato. La parrocchiale dell'Assunta conserva affreschi del sec. XVI, paramenti e oggetti sacri del sec. XVII. La chiesa di San Giuseppe (sec. XIX), a navata unica, è decorata all'interno da stucchi e affreschi. La chiesa di Santa Maria di Piano (sec. XV) conserva un messale romano del sec. XVII, paramenti in seta e oro di scuola napoletana e una croce in argento, anch'essi secenteschi. § L'economia si basa sulla produzione di olive, uva da vino (zibibbo), frutta, cereali e sull'allevamento (bovini, ovini e suini). L'industria opera nei settori alimentare (frantoi e aziende vitivinicole) e conserviero, oltre che della lavorazione del legno e del ferro. § Il giovedì Santo si svolge il rito dei “battenti” nel quale alcuni devoti si flagellano facendo per tre volte il giro del paese.

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