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Vercèlli (città)

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capoluogo della provincia omonima, 130 m s.m., 79,90 km², 44.475 ab. secondo una stima del 2007 (vercellesi), patrono: sant’ Eusebio di Vercelli (1° agosto).

Generalità

Città del Piemonte, situata sulla sponda destra del fiume

Sesia, al centro di vaste risaie e alla convergenza di importanti vie di comunicazione. Il paesaggio della pianura vercellese è caratterizzato dalla coltura del riso, che in primavera trasforma il territorio in una sorta di laguna da cui emergono i bassi argini degli appezzamenti. L'antica città romana, circondata da un perimetro murario di circa 1400 m, fu progressivamente inglobata nei sobborghi sorti nel Medioevo; la nuova e più vasta cinta muraria ottagonale, edificata a partire dal 1168, venne abbattuta nel 1704 dai francesi e sostituita da viali alberati di circonvallazione. L'espansione urbanistica fu molto lenta in età tardomedievale e in età moderna (l'agglomerato urbano superò la cinta dei viali soltanto dopo la metà del sec. XIX); si intensificò dopo la seconda guerra mondiale estendendosi in tutte le direzioni. È sede arcivescovile e dell'Università del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro”.

Storia

Antico centro celtico, fu capitale dei Galli Libici. Conquistata da Roma intorno al 218 a. C., Vercellae divenne municipium e acquistò grande importanza come nodo viario e commerciale, base per le spedizioni verso la Valle d'Aosta (sec. II a. C.). Nel sec. IV sant'Eusebio vi fondò il primo episcopato del Piemonte. Ducato longobardo e comitato franco in età medievale, fu a lungo contesa tra feudatari ecclesiastici e laici. Alla fine del sec. X i vescovi Pietro e Leone contrastarono le mire espansionistiche di Arduino, marchese d'Ivrea; successivamente, con l'affievolirsi del prestigio del potere vescovile, si crearono le premesse per l'affermarsi di un libero comune, costituitosi di fatto nel sec. XII. Vercelli partecipò alla Lega Lombarda contro Federico Barbarossa (1167) e avviò una fase espansiva verso sud, in lotta contro i marchesi del Monferrato (sec. XIII), e verso nord, imponendo alla Valsesia il giuramento di fedeltà (1217). Teatro delle lotte tra guelfi e ghibellini, tra i sec. XII e XIII visse un periodo di grande splendore economico, politico e militare (nel 1228 vi fu istituito il primo Studio piemontese). Nel 1335 cadde sotto il dominio di Azzone Visconti, signore di Milano; da Filippo Maria Visconti fu ceduta ai Savoia (1427), che la trasformarono in piazzaforte. Assediata dai francesi (1553 e 1556), subì il dominio spagnolo (1638-59) e nel 1704 fu nuovamente occupata da francesi e spagnoli. In epoca napoleonica venne annessa alla Francia (1798) e divenne capoluogo del dipartimento della Sesia. Con il Congresso di Vienna tornò ai Savoia (1815).

Arte

Il centro della città, raccolto intorno alla piazza Cavour, cinta da case con portici in parte ogivali (sec. XV), conserva testimonianze di grande valore artistico risalenti all'epoca medievale. Principale monumento cittadino è la basilica di Sant'Andrea, mirabile esempio di architettura gotica cistercense; presenta un'elegante facciata racchiusa da due alti campanili cuspidati, di chiara derivazione francese, e aperta in tre grandi portali strombati (nella lunetta del portale mediano sono rilievi attribuiti a Benedetto Antelami); notevole l'effetto cromatico del rivestimento in marmo verde-grigio di Varallo. Notevoli anche il solenne interno, con tombe e opere d'arte, e il chiostro, rimaneggiato in età rinascimentale. La chiesa fu eretta all'inizio del sec. XIII per volere del cardinale Guala Bicheri, che fece costruire anche il vasto complesso dell'ospedale Sant'Andrea (ex Ospedale Maggiore); di questo rimangono le rovine di alcuni edifici e il gotico “Salone dugentesco”. Al periodo romanico risalgono la chiesa di San Giuliano e quella di San Paolo (con rifacimenti settecenteschi). Del sec. XVI sono la chiesa di San Cristoforo (modificata nel Settecento), ornata all'interno da un grandioso ciclo di affreschi di Gaudenzio Ferrari, e il monumentale duomo dedicato a Sant'Eusebio, iniziato nel 1572 su disegno di Pellegrino Tibaldi; la facciata classicheggiante è opera di Benedetto Alfieri. La chiesa di Santa Chiara, risalente al sec. XVIII, è la più compiuta realizzazione barocca vercellese, costruita su disegno di Bernardo Antonio Vittone; conserva, della precedente chiesa medievale, un piccolo chiostro. La città vanta inoltre notevoli edifici civili: le quattrocentesche casa Centori, casa Tizzoni e casa Alciati, il palazzo Avogadro di Collobiano, il palazzo Langosco e il Palazzo Municipale (sec. XVIII). Sulla piazza Amedeo IX si affaccia il castello visconteo, risalente al Quattrocento e ristrutturato più volte dai Savoia; conserva l'originario impianto quadrangolare con quattro torri quadrate agli angoli.

Musei

Il Civico Museo Borgogna presenta un'importante collezione di opere d'arte della scuola pittorica vercellese e piemontese fiorita tra i sec. XV-XVIII (M. Spanzotti, G. Giovenone, D. Ferrari, B. Lanino). Nel Museo Leone sono reperti che illustrano la storia e la cultura locale, dall'età preistorica a quella moderna. Nell'Archivio capitolare del duomo sono custoditi preziosi oggetti di oreficeria, rilegature e rari codici miniati, tra cui il celebre Codice Sassone o Vercelli Book, antichissimo documento di poesia inglese.

Economia

La città è al centro di un vasto distretto agroalimentare, rilevante a livello europeo per la produzione e la commercializzazione del riso; dal 1974 è sede di una Borsa Merci specializzata nella contrattazione di risi, risoni e sottoprodotti. È inoltre importante centro industriale: oltre alle molteplici attività connesse con la produzione risicola, l'industria opera nei settori metalmeccanico, chimico (cellulosa, fertilizzanti), tessile, cartario, alimentare, del legno, dell'argenteria e della fabbricazione di strumenti musicali. La città si è inoltre dotata di centri operativi nel settore del terziario avanzato, finanziario e dei servizi, strettamente collegati con gli insediamenti produttivi esistenti.

Curiosità

Dal 1950 vi si svolge ogni anno il prestigioso concorso internazionale di musica “Gian Battista Viotti”. Importante è l'antico Carnevale che vede la sfilata di imponenti carri allegorici preparati durante tutto l'anno da ogni rione della città e l'elezione del “Bicciolano” e della “Bela Majìn”, le maschere locali; “bicciolani” sono detti anche i biscotti tradizionali alla cannella. La città diede i natali al pittore Giovanni Antonio Bazzi, detto il Sodoma (1477-1549).