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Villétta Barrèa

comune in provincia di L'Aquila (115 km), 990 m s.m., 20,54 km², 595 ab. (villettesi), patrono: san Vincenzo (terza domenica di luglio).

Centro dell'alta valle del fiume Sangro, posto presso il lago di Barrea; è compreso nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Abitato dai Sanniti e conquistato dai Romani, fu sede del monastero di Sant'Angelo in Barreggio (sec. VIII), distrutto nel 937 dai Saraceni. Il borgo sorse nel Quattrocento ed ebbe per signori i Caldora, poi i De Requenses, i D'Afflitto e infine i Caracciolo. Subì ingenti danni durante i terremoti del 1915 e del 1984.§ Oltre ad abitazioni dei sec. XVI-XVIII, nel paese sono la chiesa dell'Assunta (ricostruita nel sec. XX), con un notevole altare maggiore disegnato dal Bernini, e la chiesa di San Michele (con pulpito affrescato). Rimangono rovine del monastero benedettino di Sant'Angelo in Barreggio. In località Fonte della Regina sono i resti delle mura megalitiche.§ Frequentata stazione di villeggiatura circondata da una pineta di pini neri, basa la sua economia sul turismo, l'agricoltura (cereali), l'allevamento (bovini, caprini) e le attività di sfruttamento dei boschi.

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