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Villamediana, Juan de Tassis y Peralta, cónte di-

poeta spagnolo (Lisbona 1580/82-Madrid 1622). Pericoloso spadaccino, gran giocatore, seduttore impenitente, per la condotta spregiudicata e per le pungenti satire indirizzate a cortigiani suoi nemici fu più volte costretto ad allontanarsi da Madrid. Fu a lungo in Italia al seguito del duca di Lemos, suo mecenate. Tornato in patria nel 1617, fu assassinato e, poiché si credeva fosse innamorato della regina Isabella, la voce popolare attribuì il delitto a Filippo IV. Amico di Lope de Vega, A. Mira de Amescua, dei fratelli Lupercio e Bartolomé Argensola e, soprattutto, di L. Góngora, scrisse brevi composizioni culterane di squisita fattura, specie sonetti e redondillas, nelle quali espresse una singolare concezione idealistica dell'amore e un sentimento pessimistico del momento storico, dettato da una coscienza matura. Di minor rilievo i poemi mitologici, anch'essi di ispirazione gongorina, le violente satire politiche e la commedia La gloria de Niquea (1622).

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