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Vilminóre di Scàlve

comune in provincia di Bergamo (61 km), 1019 m s.m., 40,93 km², 1547 ab. (vilminoresi), patrono: santi Pietro e Paolo (29 giugno).

Centro dell'alta val di Scalve, situato alla destra del fiume Dezzo. Fondato dai Romani presso un giacimento di ferro, divenne libero comune nel 1231 e poi sede, per secoli, del consiglio della val di Scalve. Dal 1332 appartenne ai Visconti fino alla conquista della Repubblica di Venezia (1428).§ Nel nucleo storico risaltano il Palazzo Pretorio, con portici di impronta medievale, e la parrocchiale dell'Assunta (del 1694, ma terminata nel sec. XVIII), che presenta nella facciata una statua di Antonio Calegari e custodisce all'interno tele e affreschi di Enrico Albricci. Sono inoltre da segnalare, a Vilmaggiore, la cinquecentesca parrocchiale della Trinità con un bel portale, e, a Nona, la parrocchiale della Natività della Beata Vergine Maria del sec. XVII.§ Importante risorsa economica è il turismo estivo e invernale, richiamato dalla bellezza del paesaggio. L'attività agricola (allevamento bovino e produzione di foraggi, latte, formaggi tipici bergamaschi), tipica delle aree montane, è affiancata da alcune imprese industriali, operanti nei settori meccanico (produzione di ricambi per macchine tessili) e della lavorazione del legno.

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