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Vita di Galilèi

(Leben des Galilei). Lavoro teatrale di B. Brecht, scritto nel 1938-39, rimaneggiato nel 1945-47 e ancora nel 1954-56; fu rappresentato per la prima volta a Zurigo nel 1943. Esso verte sull'interpretazione dell'abiura di Galilei, vitale, spregiudicato antieroe, minacciato di morte da parte del Sant'Uffizio, conscio della rivoluzione sociale e politica insita nelle nuove scoperte. Nella prima stesura l'abiura è giustificata come saggio compromesso che garantì a Galilei la possibilità di continuare la ricerca. Nella seconda stesura (parallela alla versione inglese che Brecht curò insieme con C. Laughton e rappresentata a Los Angeles nel 1947) l'abiura è giudicata alla luce dell'avvenuto lancio della bomba atomica e condannata come atto di viltà e di irresponsabilità sociale tipica dello scienziato moderno. Il lavoro, tra i più importanti di Brecht, è nel complesso ambiguo e si è prestato a svariate interpretazioni. Numerose le rappresentazioni in tutto il mondo, da quella del Berliner Ensemble nel 1957, con regia di E. Engel, a quella del Piccolo Teatro di Milano nel 1963, con regia di G. Strehler.

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