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Vittorino da Fèltre

educatore e pedagogista italiano (Feltre ca. 1373-Mantova 1446). Appartenente alla famiglia dei Rambaldoni, seguì a Padova i corsi di filosofia, retorica e matematica; fu poi a Venezia dove frequentò la scuola di Guarino Veronese. Insegnò in seguito retorica nell'Università di Padova e aprì una scuola a Venezia. Il suo nome resta però legato soprattutto alla realizzazione della “Casa Giocosa”, collegio-convitto situato in una villa poco fuori Mantova, nella quale Vittorino, invitato in questa città nel 1423 come precettore dei figli di Gianfrancesco I Gonzaga, organizzò una scuola frequentata non solo dai figli dei più grandi signori italiani, ma anche da allievi di tutti i ceti, accolti spesso gratuitamente ma selezionati rigorosamente in base al comportamento morale e al valore intellettuale. L'impostazione di tale scuola era eminentemente umanistica (la lingua ufficiale era il latino). Il metodo pedagogico mirava allo sviluppo armonico della personalità dello studente attraverso un giusto equilibrio di esercizio fisico e attività intellettuale. L'esperienza educativa della “Casa Giocosa” s'inserisce in quella tradizione d'idealità civile che poneva lo studio in funzione del cittadino e rappresenta uno dei più importanti risultati pedagogici del Rinascimento. Vittorino non lasciò scritti, eccettuati un breve trattato (De Orthographia) a lui attribuito e alcune lettere.

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