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Viviani, Raffaèle

attore e commediografo italiano (Castellammare di Stabia 1888-Napoli 1950). Figlio d'arte, iniziò la carriera passando presto dai teatrini rionali ai caffè-concerto di maggior prestigio, come autore e interprete di macchiette napoletane. Questi personaggi della Napoli popolare, con il loro mondo di speranze e delusioni, sono anche al centro della sua attività di attore-drammaturgo, iniziata, per circostanze casuali (la proibizione degli spettacoli di varietà dopo Caporetto), nel 1917 con la presentazione della commedia ʽO Vico alla quale seguì una produzione abbondantissima (si ricordano Tuledo 'e notte, 1918; Caffè di notte e giorno, 1919; Il fatto di cronaca, 1922; Don Giacinto, 1923; 'E Pescature, 1925; Morte di Carnevale, 1928; L'ultimo scugnizzo, 1932; I vecchi di San Gennaro, 1933). La struttura delle sue opere, quasi mai ordinate secondo i canoni del dramma realistico, ma svolte a flash con un procedimento più di accumulazione di varie vicende che di ordinato sviluppo di una sola, e lo stesso alternarsi, all'interno di un unico testo, spesso di un'unica scena, di elementi comici, tragici, grotteschi e patetici, contribuiscono a dare un'immagine di vita napoletana colta nella sua realtà autentica. Interprete e allestitore eccellente del proprio teatro (generalmente sottovalutato al suo tempo e riscoperto solo dopo la sua morte), affrontò occasionalmente, con ottimi risultati, anche opere altrui e fece inoltre del cinema.

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