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Volgograd (città)

capoluogo della provincia omonima (Russia), 56 m s.m., 991.600 ab. (stima 2006).

Città di origine cosacca situata lungo la sponda destra del basso corso del fiume Volga, immediatamente a valle del bacino artificiale omonimo (3165 km²). Servita da numerose rotabili e linee ferroviarie e dal canale navigabile Volga-Don (inaugurato nel 1952), si estende per oltre 65 km lungo il Volga, comprendendo vari centri industriali vicini, tra cui Beketovka e Krasnoarmejsk. Aeroporto. Fino al 1925 si chiamò Caricyn (o Tsaritsin); dal 1925 al 1961 Stalingrado; nel 1992 ha ripreso il vecchio nome di Caricyn, mutato in Volgograd nel 1998. § Posto avanzato cosacco nel sec. XVII, Caricyn si sviluppò nei secoli successivi, divenendo poi un nodo ferroviario di grande importanza e un grosso centro industriale. La città fu contesa a lungo (1918-20) tra le forze bolsceviche e le forze “bianche”; nel 1925 cambiò nome in onore di Stalin (Stalingrado) che l'aveva in quell'occasione strenuamente difesa. Nella seconda guerra mondiale si ebbe intorno a essa quella che parve a molti la battaglia decisiva del grande conflitto (battaglia di Stalingrado), e che ridusse la città a un cumulo di macerie, distruggendone completamente la parte antica. § Sviluppatasi soprattutto come centro commerciale e porto fluviale sulla via collegante il bacino del Volga con il Donbass, è tuttora sede di importanti complessi metallurgici (alluminio) e siderurgici, tra cui le acciaierie “Ottobre Rosso” fondate nel 1897 come fonderie Ural-Volga, cantieristici e petrolchimici.

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