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Wei settentrionali

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Storia

Dinastia cinese (386-535), considerata “barbarica”, fondata nella Cina settentrionale da Tao Wu-ti (T'o-pa-Kuei, 386-409). Con essa ebbe origine l'impero dei Tabġač (detti dai Cinesi “T'o-pa”, dai Bizantini “Taugast”) i quali dal 430 si erano gradualmente affermati sulle numerose formazioni statuali turche e mongole presenti nella Cina del nord. Aperti agli influssi culturali, religiosi e artistici centro-asiatici, i sovrani Wei, dopo una fase di adesione incondizionata al confucianesimo, spostarono i loro favori verso il buddhismo, presto seguiti in tale scelta dai sudditi. L'impero Wei ebbe termine con una rivolta militare esplosa tra le guarnigioni di confine nel 534, dopodiché esso si scisse nei due regni di Wei orientale (534-555) e di Wei occidentale (535-557).

Arte

La civiltà artistica dei Wei, fortemente influenzata dall'arte buddhistica centro-asiatica, contribuì alla fioritura di monumenti nuovi, quali la pagoda e i templi rupestri ricavati in grotte naturali o scavati nella roccia, come i famosi complessi di Yün-Kang, di Lung Mên e di Tun-huang. Importanti sviluppi si ebbero anche nella pittura profana, con la comparsa della letteratura critica e con l'affermazione della personalità dell'artista, che da allora cominciò a firmare la sua opera; i due grandi pittori di questo periodo furono Ku K'ai-chih e Chang Sêng-yu. Fu soprattutto nella scultura buddhistica che lo stile dei Wei ebbe la sua rigogliosa fioritura, specie nella fase matura di Lung Mên. Riflessi immediati dell'arte scultorea si rinvengono nella plastica delle statuine funerarie (ming-ch'i), caratterizzate da un dinamismo sconosciuto alla tradizione plastica cinese.