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Wells, Herbert George

scrittore inglese (Bromley, Kent, 1866-Londra 1946). Studiò con T. H. Huxley, che esercitò un'influenza decisiva sulla sua formazione, e si laureò in biologia (1888). Intrapresa la carriera dell'insegnamento – esordì come autore con A Textbook of Biology (1893) –, la lasciò dopo alcuni anni per dedicarsi alla letteratura. Le sue prime opere – The Time Machine (1895; La macchina del tempo), The Invisible Man (1897; L'uomo invisibile), The War of the Worlds (1898; La guerra dei mondi), The First Men in the Moon (1901; I primi uomini sulla luna) – sono fantasie avveniristiche che riflettono, oltre a una mentalità solidamente scientifica, quegli istinti democratici e quella tendenza alla critica sociale che nel 1903 lo portarono ad aderire, sebbene non per molto, al fabianismo di G. B. Shaw e dei Webbs. Le idee socialiste – un socialismo a volte utopistico, a volte venato di profondo pessimismo – lo indussero a teorizzare la costituzione di uno Stato mondiale che permettesse di superare le divisioni nazionali. La seconda fase della sua attività di scrittore, iniziata verso il 1900, comprende romanzi più realistici, particolarmente felici nella delineazione dei personaggi e ricchi di sottile umorismo: Love and Mr. Lewisham (1900), Kipps (1905), Tono-Bungay (1909), The History of Mr. Polly (1910), ecc. Meno valide le opere del terzo periodo, una serie di romanzi-saggio – Ann Veronica (1909), The Research Magnificent (1915; La magnifica ricerca), The World of William Clissold (1926; Il mondo di William Clissold) ecc. – in cui discussioni di idee e problemi appesantiscono eccessivamente l'ossatura narrativa. Il resto della sua produzione (era diventato famosissimo: nel 1934 fu ricevuto da F. D. Roosevelt e da Stalin) include lavori enciclopedici – The Outline of History (1920; Lineamenti di storia), A Short History of the World (1922; Breve storia del mondo) ecc. –, il pregevole Experiment in Autobiography (1934) e volumi in cui prevale un accorato pessimismo per le sorti dell'umanità, come The Fate of Homo Sapiens (1939) e, specialmente, Mind at the End of Its Tether (1945; La mente sull'orlo dell'abisso).Profondo conoscitore di fisica e biologia e sinceramente preoccupato dei possibili esiti dell'evoluzione – o della regressione – dei destini umani, Wells imperniò su tali interessi la parte più originale della sua attività di narratore, elevando a piena dignità letteraria il genere del romanzo fantascientifico di E. Bellamy e J. Verne e preparando la strada alle utopie, e alle antiutopie, di E. Zamjatin, A. Huxley e G. Orwell.

N. Nicholson, H. G. Wells, Londra, 1950; A. Vallentin, H. G. Wells: Prophet of Our Day, New York, 1950; V. Brome, H. G. Wells: A Biography, Londra, 1952; W. W. Wagar, H. G. Wells and the World State, New Haven (Conn.), 1961; I. Raknem, H. G. Wells and His Critics, Londra, 1962; P. Parrinder, H. G. Wells, Edimburgo, 1970; L. Dickson, H. G. Wells: His Turbolent Life and Times, Londra, 1972; J. Kagarlickij, H. G. Wells: la vita e le opere, Milano, 1974; K. Young, H. G. Wells, Londra, 1974; A. Monti, Invito alla lettura di H. G. Wells, Milano, 1982.