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Weyden, Rogier van der-

pittore fiammingo (Tournai ca. 1400-Bruxelles 1464). Probabilmente allievo di R. Campin (forse identificabile con Rogelet de la Pasture, scolaro del maestro nel 1427), è documentato a Bruxelles come pittore ufficiale dal 1435. Fu in Italia per il giubileo (1449-50), a Roma, Firenze e Milano, ma soprattutto a Ferrara, dove lavorò per il perduto studiolo di Belfiore. Assai complesso, e spesso irrisolvibile, è il problema del corpus delle opere di van der Weyden: la critica recente tende a riportare numerose opere, tradizionalmente attribuitegli, a Campin, ma potrebbero essere di sua mano anche alcune opere già riferite allo stesso Campin. Sicuramente documentati sono infatti solo il Trittico della Madonna (diviso tra la cappella reale di Granada e il Metropolitan Museum di New York) con una replica (Berlino, Staatliche Museen) e la Deposizione dalla Croce (Madrid, Prado) anteriori al 1445. Sensibile è l'analogia con Campin, ma in van der Weyden si caratterizza un'intensa drammaticità, definita attraverso un segno vigoroso e preciso che dà espressività ai volti ed evidenza statuaria alle figure, disposte secondo un intento monumentale. Anche se non si può parlare di dirette influenze di pittori italiani, è ragionevole supporre in van der Weyden la conoscenza della prima arte rinascimentale italiana, fondamentale per le sue ricerche di approfondimento spaziale e di uso della luce, intesa come mezzo per ottenere l'unità della composizione. Fra le opere di maggior rilievo, a questo proposito, vanno ricordate la Crocifissione (Vienna, Kunsthistorisches Museum), il Trittico Bracque (Parigi, Louvre), il Trittico di S. Colomba (Monaco, Alte Pinakothek). L'interesse al particolare realistico e all'analisi della psicologia umana, di schietta tradizione fiamminga, unito alla grande sensibilità luministica trovano la loro più bella espressione nella splendida serie di ritratti, in gran parte eseguiti per i dignitari della corte borgognona (Il Gran Bastardo Antonio di Borgogna, Bruxelles, Musées Royaux des Beaux-Arts; Giovane donna, Berlino, Staatliche Museen). Van der Weyden esercitò, anche al di fuori della sua frequentatissima bottega, un'influenza vastissima, determinante per lo sviluppo dell'arte fiamminga. "Per approfondire Vedi Gedea Arte vol. 5 pp 338-343"

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Rogier van der Weyden.Rogier van der Weyden.

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