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Widerberg, Bo

regista cinematografico svedese (Malmö 1930-Angelholm 1997). Proveniente dalla letteratura (racconti e romanzi) e dalla critica (un suo saggio del 1962 era fortemente polemico nei riguardi del cinema svedese e di I. Bergman), si accostò con J. Troell allo short televisivo (Il ragazzo e l'aquilone, 1961) e fu nel 1963 l'iniziatore, col film a basso costo La carrozzella (Il peccato svedese), della nuova ondata: a imitazione francese, ma col personaggio di una ragazza-madre operaia. Nello stesso anno, con Kvarteret Korpen (Il quartiere del corvo), aprì un ciclo storico-sociale sulle lotte del proletariato, poi concluse in trilogia con Ådalen 31 (1969) e con Joe Hill (1970), girato negli USA. Questo ciclo rappresentò un panorama insolito nel cinema nazionale e gli diede fama tra gli antibergmaniani della giovane generazione. In certa misura agli antipodi del suo metodo, che contempla anche una vena erotica e una satirica, fu invece Elvira Madigan (1967), tragica vicenda d'amore assoluto con cui conquistò anche il pubblico straniero. Nel 1977 uscì in Italia Mannen pa taket (L'uomo sul tetto), un poliziesco derivato da un libro di successo e accondiscendente alle ragioni commerciali. Deludente, nel 1979, anche Victoria, da K. Hamsun. Dopo molti anni di silenzio, tornò alla regia con Lust och fagring stor (1996; All Things Fair), che ottenne la nomination all'Oscar 1997 come miglior film straniero.