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Wyler, William

regista cinematografico statunitense di origine alsaziana (Mulhouse 1902-Hollywood 1981). Addestratosi con piccoli western negli anni Venti del XX sec., si impose come un maestro dal 1936 al 1941 con un gruppo di film psicologici in interni (sola eccezione L'uomo del West, 1940), di impianto teatrale e di derivazione letteraria: La calunnia, Infedeltà, Strada sbarrata, Jezebel figlia del vento, La voce nella tempesta e Piccole volpi. Tradizionale nella forma anche se talvolta di contenuti non conformisti, recepì tuttavia, con lo splendido Piccole volpi, la lezione di O. Welles e di G. Toland nello sfruttamento della profondità di campo e del piano-sequenza, come dimostrò anche con I migliori anni della nostra vita (1946), forse la sua opera più importante. Il successo ottenuto durante la guerra con La signora Miniver (1942), la sua abilità nel dirigere dive e divi, la sicurezza del suo mestiere, lo indirizzarono però a una produzione sempre seria ma ormai accademica e talora filistea. Si ricordano L'ereditiera (1949) e Vacanze romane (1953), i due western La legge del Signore (1956) e Il grande paese (1958), il colossale Ben Hur (1959) che trovò consacrazione in una pioggia di Oscar, Quelle due (1962), Il collezionista (1965) che, meglio di Ore disperate (1955), rese la claustrofobia degli interni; e, dopo Funny Girl (1968), Il silenzio si paga con la vita (1969), che segnò dignitosamente il suo congedo da quasi mezzo secolo di attività.