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Yeats, William Butler

poeta irlandese (Dublino 1865-Roquebrune, Mentone, 1939). Di famiglia protestante, fu educato in parte a Londra e in parte a Dublino, ma trascorse ogni anno molti mesi nella contea ancestrale di Sligo, dove ebbe modo di conoscere e assorbire quella cultura e quelle tradizioni storico-folcloristiche gaeliche cui è stata sempre intimamente legata la sua ispirazione. Nel 1886 abbandonò gli studi artistici, cui si era dedicato dal 1884, per la carriera letteraria. La sua prima raccolta importante, The Wanderings of Oisin (1889; I vagabondaggi di Oisin), imperniata su motivi fiabesco-folcloristici, risente anche del contemporaneo entusiasmo per i preraffaelliti, l'estetismo e il simbolismo. Quest'ultimo, destinato a rimanere, in varia misura, una costante dell'intera sua opera, predomina soprattutto nella produzione immediatamente successiva – si segnalano i Poems del 1895 e The Wind among the Reeds (1899; Il vento tra le canne) – caratterizzata anche dall'influsso dei suoi interessi per il misticismo e il soprannaturale. Nel 1887 Yeats si era accostato alla Società teosofica di Madame Blavatsky e dal 1890 al 1900 fece parte degli Hermetic Students of the Golden Dawn, derivandone ispirazione per vari racconti – The Tables of the Law (1897; Le tavole della legge), The Adoration of the Magi (1897) ecc. – alla maniera di J. K. Huysmans e di Villiers de l'Isle-Adam. Fondatore dell'Irish Literary Society (1891) e, con lady Gregory, dell'Irish National Theatre Society (1902), di cui rimase direttore fino alla morte, aveva nel frattempo iniziato una prolifica attività di drammaturgo, impegnato a riscoprire e perpetuare in lavori (quasi tutti in versi) sospesi in un'atmosfera magica l'essenza storica e poetica dell'Irlanda; a tale sforzo sono dedicati anche alcuni volumi di storie e leggende irlandesi, come The Celtic Twilight (1893; Il crepuscolo celtico) e The Secret Rose (1897). Fanno parte di questa produzione drammi come The Countess Cathleen (1892; La contessa Caterina), The Land of Heart's Desire (1894; La terra del desiderio del cuore), Cathleen Ni Hoolihan (1902; Caterina figlia di Hoolihan), On Baile's Strand (1904; Sulla spiaggia di Baile), Deirdre (1907) e The Golden Helmet (1908; L'elmo d'oro). Nel 1909 incontrò a Londra Ezra Pound, che poi divenne per breve tempo suo segretario, e le raccolte The Green Helmet (1910; L'elmo verde) e Responsibilities (1914) segnano un'evoluzione verso un più rigoroso equilibrio tra intelletto ed emozione, una maggior densità di linguaggio e un più sottile dosaggio di effetti ironici. Arricchita anche da decisi agganci con la realtà contemporanea – come appare nelle poesie di The Wild Swans at Coole (1914; I cigni selvatici a Coole) e Michael Robartes and the Dancer (1921; Michael Robartes e la ballerina) – e conservando intatta e anzi affinando – come viene esposto nella prosa di A Vision (1925) – la propria complessità misteriosofica e simbolica, la poesia di Yeats approda infine alla sua fase culminante e conclusiva: le raccolte The Tower (1928; La torre), The Winding Stair (1929; La scala a chiocciola), A Full Moon in March (1935; Luna piena di marzo) ecc., nelle quali con accenti soggettivi e sensuali vengono affrontati tra gli altri gli eterni temi del rapporto tra l'arte e la vita. Considerato da alcuni il massimo poeta di lingua inglese del sec. XX, Yeats fu genio versatile ed estremamente sensibile alle sollecitazioni e ai fermenti intellettuali di un mondo della cui evoluzione seppe ergersi a interprete profondo e originale. Tra i maestri riconosciuti delle ultime generazioni di poeti, egli è inoltre importantissimo quale figura centrale del Celtic Revival, il movimento per la rinascita culturale irlandese. Nel 1998 R. Oliva ha curato la pubblicazione del volumetto Rosa alchemica, che raccoglie tre racconti brevi del poeta irlandese in cui si intrecciano poesia e magia, cattolicesimo ed esoterismo.

Bibliografia

F. A. C. Wilson, W. B. Yeats and Tradition, Londra, 1957; G. Melchiori, The Whole Mistery of Art, Pattern and Poetry in Yeat's Work, Londra, 1960; Y. Winters, The Poetry of W. B. Yeats, Denver, 1960; P. Ure, Yeats the Playwright, Londra, 1962; H. Hennessy-Vender, Yeat's “Vision” and the Later Plays, Cambridge (Mass.), 1963; R. Ellmann, Yeats and Joyce, Dublino, 1967; A. N. Jeffares, A Commentary on the Collected Poems of W. B. Yeats, Londra, 1968; P. L. Marcus, Yeats and the Beginning of the Irish Renaissance, Londra, 1970; J. R. Moore, Masks of Love and Death, Ithaca (N. Y.), 1971; R. Snukal, High Talk: The Philosophical Poetry of W. B. Yeats, Cambridge (Mass.), 1973; R. Ellmann, Quattro dublinesi, Milano, 1991.

Media

William Butler Yeats.