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Zadkine, Ossip

scultore e incisore francese di origine russa (Smolensk 1890-Parigi 1967). La vocazione per la scultura si manifestò in Zadkine durante un suo soggiorno in Inghilterra (1906-09), dove ebbe modo di studiare la statuaria greca e orientale raccolta al British Museum. Stabilitosi a Parigi, si accostò al cubismo che tradusse nella terza dimensione, secondo un modellato geometricamente schematizzato nei piani e nei volumi, dove l'esperienza cubista si fondava con elementi della scultura di C. Brancusi (Donna col ventaglio, 1920, Parigi, Musée d'Art Moderne). I grandi mutamenti nell'arte di Zadkine maturarono nel corso degli anni Trenta con l'affermarsi nella sua statuaria della bellezza della forma umana, interpretata, pur nel rigore di un'intima misura classica, con genuini slanci di fantasia (famose sono le immagini femminili “barocche” di Zadkine). Verso il 1940 iniziò a “rompere” la forma praticando nelle masse audaci aperture, con esiti di sicura originalità e di nuova concezione plastica (La città distrutta, 1953; Monumento a Van Gogh, Auvers-sur-Oise).

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