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accòllo

sm. [sec. XIX; da accollare].

1) Parte del carico che grava sul collo degli animali da tiro.

2) In architettura, parte sporgente di un muro sorretta da mensole o da altri sostegni.

3) Assunzione di un impegno e, concr., l'impegno stesso; appalto. § In diritto, l'accollo è classificato fra i modi di estinzione, diversi dal puro adempimento, delle obbligazioni. Consiste in un contratto fra il debitore e un terzo in virtù del quale questi assume a proprio carico l'obbligazione del primo. Se il creditore aderisce a tale convenzione si produce generalmente l'effetto di liberare il debitore dalla propria obbligazione, che resta pertanto a carico esclusivo del terzo accollante. Diversamente il debitore e il terzo restano solidalmente obbligati verso il creditore. Sono comunque fatte salve a favore del terzo accollante tutte le eccezioni che avrebbero potuto essere proposte dal debitore originario.

4) In marina, condizione in cui si trovano le vele di un'imbarcazione in seguito ad apposita manovra o a cambiamento improvviso del vento: la faccia anteriore delle vele si trova a essere investita dal vento per cui il natante perde di velocità fino a fermarsi o a retrocedere.

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