acidòsi

sf. [da acido (sostantivo)]. Alterazione dello stato umorale dell'organismo, in particolare del sangue, determinata dall'eccesso di sostanze acide o dall'elevata perdita di sostanze alcaline. La reazione normale del sangue è leggermente alcalina, in rapporto a quella dell'acqua assolutamente neutra; ciò indica che nel sangue sono presenti sostanze alcaline (riserva alcalina di carbonati e bicarbonati) atte a saturare fisiologicamente gli eventuali eccessi di sostanze acide derivanti dal metabolismo cellulare. In condizioni normali le sostanze acide saturate vengono eliminate con la respirazione, se volatili, o con le urine, se non volatili; disturbi a carico del sistema respiratorio e del sistema escretore possono provocare pertanto uno stato di acidosi. Anche nel decorso di alcune malattie, in cui il metabolismo viene alterato, la riserva alcalina può diventare insufficiente per un eccesso insaturabile di corpi acidi, per cui si verifica un'acidosi fino a una vera e propria intossicazione. L'acidosi si dice compensata quando viene neutralizzata da un aumento delle sostanze alcaline, per cui il pH del sangue non si modifica, mentre se questo compenso non si verifica l'acidosi si dice scompensata. I corpi maggiormente responsabili dell'acidosi sono l'acetone (la cui eliminazione con le urine è detta acetonuria), l'acido acetacetico e l'acido β-idrossibutirrico, ma si ritiene che anche altri corpi acidi siano in grado di provocarla (acido fosforico, lattico, carbonico, cloridrico, ecc.). L'acidosi si manifesta per esempio nel diabete scompensato (chetoacidosi diabetica), nell'insufficienza renale, nell'etilismo cronico, nell'ipoperfusione tessutale secondaria a shock.§ In veterinaria, l'acidosi ruminale è una patologia frequente nei bovini; causata da diete troppo ricche di idrati di carbonio, è caratterizzata da alterazione dei processi fermentativi ruminali e da acidosi metabolica.

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