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acme

sf. [sec. XX; dal greco akmḗ, sommità].

1) Momento o punto culminante di una situazione, di un periodo, di un'attività. In particolare in geologia si intende la fase culminante o di maggiore intensità di un fenomeno: acme di un'eruzione vulcanica, acme orogenetica.

2) In medicina, il periodo più acuto di una malattia o di uno stato febbrile; in questo caso si accompagna a tachicardia, torpore e cefalea.

3) Livello massimo di intensità di una sensazione. Il termine viene abitualmente riferito al culmine dell'orgasmo.

4) In paleontologia, per zona di acme si intende uno o più strati geologici in cui si ha la massima abbondanza di una particolare specie. Può essere molto ristretta, e in tal caso rappresenta un utile orizzonte guida per il rilevamento geologico. In particolare, in biostratigrafia si riferisce all'intervallo di tempo in cui una specie è presente in percentuale maggiore rispetto alla sua distribuzione stratigrafica complessiva.

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