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additivo

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Lessico

agg. e sm. [sec. XX; dal latino tardo additīvus, dal classico addĕre, aggiungere].

1) Agg., che ha attinenza con l'addizione: funzione additiva; proprietà additiva.

2) Agg. e sm., si dice di sostanza che si aggiunge, in metallurgia, in edilizia, in tecnologia alimentare, in chimica, a un prodotto per conferirgli o esaltarne alcune proprietà.

3) In ottica, la sintesi additiva è la formazione di un colore o di una luce colorata per sovrapposizione di due o più colori o luci colorate; in fotografia, è il procedimento usato per ottenere immagini a colori e basato sulla mescolanza (sintesi) delle tre radiazioni luminose primarie (rosso, verde, blu). È stato abbandonato e sostituito dal procedimento denominato di sintesi sottrattiva (vedi anche pellicola).

Edilizia

Sostanza che viene aggiunta al cemento o al calcestruzzo per conferire loro determinate proprietà (diminuzione del tempo di presa, resistenza, colore, ecc.). Per diminuire il tempo di presa (per esempio nel caso di gettate effettuate a bassa temperatura) si usa cloruro di calcio, per aumentarlo, bicarbonato di sodio o solfato idrato di calcio; l'aumento di resistenza può essere ottenuto mediante l'aggiunta di pozzolane; il colore può essere conferito mediante pigmenti, che però diminuiscono generalmente la resistenza.

Industria chimica

Gli additivi, usati in quasi tutti i settori della grande industria chimica, sempre allo scopo di migliorare o fornire particolari qualità ai prodotti di impiego industriale, hanno particolare importanza nell'industria dei lubrificanti e dei combustibili. Agli oli lubrificanti vengono aggiunti additivi sia allo scopo di evitare l'ossidazione e la conseguente formazione di acidi e morchie dannosi, sia, sempre per evitare la formazione di morchie, di disperdere i prodotti di combustione che si mescolano agli oli utilizzati nei motori a combustione interna; si impiegano numerosi altri additivi anche per migliorare alcune caratteristiche fisiche e meccaniche, come la viscosità, la resistenza all'usura, la scorrevolezza alle basse temperature, ecc. Allo scopo di evitare la formazione di gomme e i fenomeni di preaccensione, ai combustibili (benzine) si aggiungono, rispettivamente, antiossidanti e antidetonanti, in misura e con caratteristiche diverse a seconda delle prestazioni richieste. Gli antiossidanti (antiossigeni) sono prevalentemente costituiti da ammine aromatiche e fenoli; gli antidetonanti più usati appartengono alla famiglia dei derivati piomboalchilici, che sono, però, altamente inquinanti; altri additivi hanno lo scopo di evitare la formazione di ghiaccio nel carburatore, le incrostazioni e i depositi e di conferire alle benzine di uso commerciale i colori necessari alla loro individuazione. Nella deposizione elettrochimica dei metalli, e in particolare nella nichelatura, si utilizzano additivi organici per ottenere depositi uniformi e lucidi che non necessitano di ulteriore finitura meccanica. La deposizione catodica inizia in punti determinati che fungono da centri attivi per la formazione di germi cristallini. La degenerazione di questo fenomeno crea aggregati macrocristallini. Gli additivi organici sono in grado di adsorbirsi sui centri attivi inattivandoli parzialmente e permettendo così una deposizione uniforme.

Matematica

A) Costante additiva, arbitraria costante che compare nell'integrale indefinito di una funzione. B) Funzione additiva, funzione che gode della proprietà (proprietà additiva) espressa dalla relazione f(x+y)=f(x)+f(y), ovunque siano definite f(x) e f(y). C) Gruppo additivo, gruppo la cui legge di composizione è scritta in forma additiva. Per solito, la scrittura additiva si adopera nel caso dei gruppi commutativi (abeliani). In effetti, gli interi, i razionali, i reali, rispetto all'addizione ordinaria, costituiscono gruppi commutativi e pertanto gruppi additivi. D) Legge additiva, legge che vale per alcuni sistemi di numerazione secondo la quale per ottenere il valore di un numero si devono sommare i valori dei simboli che lo compongono, come per esempio nella numerazione romana. E) Scrittura additiva, modo di esprimere una legge di composizione di due elementi a, b nella forma a+b; se c è l'elemento che si ottiene si scrive c=a+b.

Metallurgia

Si dice di sostanza aggiunta a un bagno metallico fuso per modificare la sua composizione chimica e ottenere un materiale con particolari proprietà. In generale gli additivi, da ritrovare in tutto o in parte nel metallo o nella lega allo stato solido, si aggiungono sotto forma di opportune leghe. Per esempio, le ferroleghe formano una classe particolare di additivi nella fabbricazione dell'acciaio (vedi anche addizione).

Tecnologia alimentare

Gli additivi alimentari sono sostanze aggiunte volontariamente agli alimenti per esaltarne alcune caratteristiche, per facilitare i processi tecnologici di conservazione, ecc. Sostanze presenti accidentalmente o involontariamente negli alimenti (come per esempio il fallout radioattivo oppure le tracce delle sostanze costituenti le pareti dei contenitori) non sono da considerare additivi, ma contaminanti. L'impiego degli additivi alimentari deve soddisfare a tre principali condizioni: l'esistenza di giustificazioni tecnologiche valide per il loro uso; la conoscenza della composizione chimica e del grado di purezza dell'additivo; la mancanza di nocività per l'uomo. L'accertamento di quest'ultimo requisito è molto complesso e pone problemi più difficili di quelli che si incontrano nella valutazione tossicologica di altre sostanze, quali i farmaci o certi agenti chimici industriali. La valutazione degli additivi, infatti, non si basa sulla “prova di tossicità” dei composti da proibire quanto sulla “provata innocuità” dei prodotti da ammettere al consumo. Inoltre, sull'innocuità degli additivi alimentari vengono oggi richieste – legittimamente – non assicurazioni generiche ma prove assolute (che peraltro in molti casi è difficile o impossibile fornire), al fine di conoscere, con il massimo grado di attendibilità comunque possibile, la dose giornaliera ammissibile o ADI (Acceptable Daily Intake), cioè la quantità di additivi che può essere giornalmente assunta dall'uomo con la dieta per l'intero arco della vita senza pericolo. Ciò viene richiesto per tutte le sostanze che appartengono alle seguenti classi di additivi: aromatizzanti (edulcoranti, acidificanti, insaporanti); coloranti, chiarificanti, sbiancanti; composti addizionali per migliorare la consistenza degli alimenti (emulsionanti, schiumogeni, ammorbidenti, stabilizzanti, addensanti); conservanti (antiossidanti, antibiotici, umidificanti). In base ai risultati degli accertamenti tossicologici viene determinato il “limite di esposizione inefficace”, cioè la dose più alta di additivi che risulti sprovvista di tossicità negli studi a lungo termine o in studi speciali che non rientrano nel piano delle ricerche di tossicità cronica. Al “limite di esposizione inefficace” viene quindi applicato un fattore di sicurezza, in base al quale l'apporto ammissibile per l'uomo viene estrapolato dalla dose più elevata di additivi che non ha dato luogo a effetti tossici nell'animale. In base alla dose giornaliera ammissibile, gli additivi alimentari vengono suddivisi in cinque classi: additivi con ADI permanente, che comprendono le sostanze di cui è disponibile una documentazione sufficientemente ampia che comprovi la loro innocuità nelle condizioni di impiego previste; additivi con ADI temporanea, quando l'informazione tossicologica su tali composti non è sufficientemente dettagliata per giustificare il conferimento di un'ADI permanente e impone in ogni caso accertamenti addizionali; additivi con ADI non specificata, quando si tratti di composti con tossicità molto bassa, non definibile in termini numerici, rappresentati in genere da costituenti ordinari della dieta o da normali metaboliti intermedi. Questi composti possono essere adoperati come additivi a condizione che non servano a mascherare deficienze dell'alimento, a favorirne l'adulterazione o a modificare il suo valore nutritizio; additivi con ADI non stabilita, che raggruppano i composti di cui mancano notizie sufficienti sulla tossicità o sull'innocuità; additivi da non usare, perché il loro impiego comporterebbe comunque il superamento della dose giornaliera ammissibile. Qualunque sia la classe di appartenenza dell'additivo, la dose giornaliera ammissibile non deve essere in alcun caso superata. I risultati delle valutazioni sono pubblicati congiuntamente dalla FAO e dall'OMS sotto forma di rapporti periodici, in base ai quali i vari Paesi elaborano successivamente le proprie normative per l'uso degli additivi. In pratica si verificano così discrepanze notevoli da un Paese all'altro, il che accresce le incertezze sull'impiego di tali prodotti, aumentando il numero dei fautori della “guerra a oltranza” agli additivi chimici. A tale proposito non vi è dubbio che ogni composto aggiunto agli alimenti costituisce un rischio per l'uomo, per cui è di fondamentale importanza sottoporre gli additivi alimentari a controlli tossicologici rigorosi e impedire la loro utilizzazione indiscriminata. D'altra parte, l'elevatissimo numero di individui sottoalimentati giustifica ampiamente l'impiego di sostanze atte a salvaguardare dal deperimento le scorte alimentari; sempre più necessari sono quindi gli accertamenti tossicologici sugli eventuali additivi da impiegare.

Zoologia

Le moderne tecniche di alimentazione animale fanno largo uso di additivi nei mangimi. La legge 8 marzo 1968, n. 399 li definisce come “sostanze le quali possono, se incorporate nei mangimi, influenzare favorevolmente le caratteristiche degli stessi e le produzioni animali”. Si distinguono in antibiotici, coccidiostatici, fattori di accrescimento, vitamine, oligoelementi, coloranti e pigmentanti, antiossidanti, conservanti, regolatori di acidità, aromatizzanti e, infine, in sostanze che hanno un'esclusiva funzione tecnologica nella preparazione del mangime finito (leganti, addensanti, antiagglomeranti, ecc.). Durante gli anni Ottanta, l'utilizzo degli additivi ha sollevato il problema della presenza dei cosiddetti residui di tali sostanze negli alimenti di origine animale con i conseguenti risvolti igienico-sanitari per la salute dell'uomo (vedi anche alimentazione).

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