adrenèrgico

agg. e sm. [da adren(alina)+-ergico].

1) In anatomia, dicesi di struttura o formazione che produce catecolamine o che da tali sostanze è sollecitata ad agire. A) Fibre adrenergiche, fibre proprie del sistema nervoso simpatico nelle quali l'impulso nervoso è trasmesso mediante secrezione di catecolamine. B) Sistema adrenergico o sistema cromaffine, insieme della sostanza midollare delle ghiandole surrenali e di tessuto di analoga struttura sparso in altre parti dell'organismo, che produce adrenalina.

2) In farmacologia, il termine designa un gruppo di farmaci che hanno azione sul sistema nervoso simpatico e che riproducono gli effetti delle catecolamine, adrenalina, noradrenalina e dopamina. Sono detti anche adrenomimetici, adrenalinosimili o simpaticomimetici. In virtù della diversità di funzioni che vengono mediate dal sistema nervoso simpatico, i farmaci che mimano le catecolamine sono utili in parecchi disturbi clinici, come lo shock, l'insufficienza cardiaca, le aritmie, l'asma, l'allergia e l'anafilassi. Vengono usati come vasocostrittori, decongestionanti nasali, stimolanti cardiaci nello shock cardiogeno, ipertensivi, spasmolitici, broncodilatatori, anoressizzanti ed eccitatori del sistema nervoso centrale. I composti adrenergici possono essere classificati in base alla selettività, espressa sui recettori del sistema nervoso simpatico alfa e ß (comprese le relative sottoclassificazioni alfa1, alfa2, ß1, ß2). I recettori ß1 adrenergici predominano nei tessuti cardiaci, mentre i ß2 sono presenti in prevalenza nella muscolatura liscia bronchiale e nelle cellule ghiandolari. Va detto che differenti tessuti possono avere sia recettori ß1 sia recettori ß2 in percentuali variabili. Anche i recettori alfa sono eterogenei: gli alfa1 si trovano in prevalenza sulla muscolatura liscia vasale e nelle cellule ghiandolari, mentre i recettori alfa2 sono localizzati nell'encefalo, nell'utero, nelle paratiroidi e in certe regioni della muscolatura liscia vascolare. Un importante fattore nella risposta di un organo ai farmaci adrenergici è la percentuale e la densità dei recettori alfa e ß nel tessuto in questione. La maggior parte dei farmaci simpaticomimetici influenza sia i recettori alfa sia i recettori ß, ma il rapporto fra l'attività alfa e l'attività ß varia enormemente in uno spettro continuo che si estende da un'attività alfa quasi pura (fenilefrina) a un'attività ß quasi pura (isoproterenolo). In base a questa classificazione si distinguono farmaci simpaticomimetici attivi sui recettori alfa (adrenalina, noradrenalina, metossamina, efedrina, tiramina, fenilefrina, ecc.); attivi sui ricettori alfa2 (clonidina, guanfacina, metildopa, ecc.); attivi sui ricettori ß non selettivi (adrenalina, efedrina, isoproterenolo, ecc.) e ß2-selettivi (orciprenalina, terbutalina, salbutamolo, ritodrina, ecc.). Oppure, i farmaci adrenergici, in base alla sede e al tipo d'azione, possono essere classificati in: attivi principalmente sul sistema nervoso centrale (amfetamina e derivati, efedrina, metilfenidato, pemolina, fentermina, fenmetrazina, ecc.), sul cuore e la pressione arteriosa (dobutamina, isoproterenolo, adrenalina, noradrenalina , metaraminolo, mefentermina ecc.) sui vasi sanguigni periferici come vasocostrittori locali, decongestionanti nasali e midiatrici (nafzolina, etrazolina, pseudoefredina, fenilefrina, ecc), sull'apparato respiratorio come broncodilatatori (orciprenalina, terbutalina, salbutamolo ecc.) generalmente utilizzate come decongestionanti delle mucose nasali.

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