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aerifórme

(disus. aereifórme), agg. e sm. [sec. XVIII; aeri-+-forme]. Che ha le qualità dell'aria; si dice propr. dello stato di aggregazione della materia in cui le sostanze sono caratterizzate da mancanza di forma e volume proprio. Fig., inconsistente come l'aria: “cose meno sfuggevoli, vane, aeriformi” (Leopardi).

Fisica

Gli aeriformi hanno alta comprimibilità e, in assenza di forze esterne, possono espandersi indefinitamente. Tra le molecole degli aeriformi agiscono solo debolissime forze intermolecolari; le interazioni diventano importanti solo al momento degli urti. Gli aeriformi si distinguono in gas e in vapori: i primi sono aeriformi che a temperatura ambiente non possono essere fatti condensare per semplice compressione (devono pertanto subire anche un raffreddamento al di sotto della loro temperatura critica) mentre i secondi condensano se vengono sufficientemente compressi. Se si riportano in un diagramma pressione-volume gli stati di un aeriforme a diverse temperature, si costruiscono sperimentalmente altrettante curve, isoterme di compressione (linee continue), che costituiscono nel loro complesso il cosiddetto diagramma di Andrews. A temperature relativamente basse (per esempio 0 ºC) si trova che, all'aumentare della pressione, il volume dell'aeriforme diminuisce sino a che esso comincia a condensare (punto di rugiada). Un tentativo di aumentare la pressione dell'aeriforme porta solo a una diminuzione del suo volume (la pressione resta costante e nell'isoterma si ha un pianerottolo) che continua sino a che esso non è tutto condensato (punto di tutto liquido). A questo punto la sostanza è allo stato liquido e anche grandissimi aumenti di pressione non portano a una sensibile diminuzione del volume in quanto i liquidi sono praticamente incomprimibili e l'isoterma sale quasi verticalmente. La stessa forma hanno le altre isoterme che si costruiscono per temperature crescenti, con la differenza che la lunghezza del pianerottolo va decrescendo sino a ridursi a un punto (punto critico). Al di sopra della temperatura corrispondente (temperatura critica) non si ha più condensazione; per quanto si aumenti la compressione dell'aeriforme, quest'ultimo si comporta in maniera simile a un gas perfetto; per temperature abbastanza alte le isoterme si avvicinano sempre più a delle iperboli equilatere. La curva a forma di campana costituita dall'insieme dei punti di rugiada, di tutto liquido e del punto critico prende il nome di curva di Andrews o di Mathias ed essa, insieme all'isoterma passante per il punto critico (isoterma critica), divide il piano pressione-volume in quattro zone. Nella zona al di sopra dell'isoterma critica l'aeriforme non può essere fatto condensare per semplice compressione: è questa la zona del gas. Nella zona a destra compresa tra isoterma critica e curva di Andrews l'aeriforme è un vapore. Nella zona al di sotto della curva di Andrews l'aeriforme è un vapore in presenza del suo liquido, un vapore saturo. Nella zona a sinistra tra isoterma critica e curva di Andrews si ha solo il liquido. In realtà tutti gli aeriformi possono essere gas o vapori a seconda che si trovino al di sopra o al di sotto della temperatura critica, caratteristica per ciascuno di essi; tuttavia si assegna, come è stato detto sopra, il nome di vapore agli aeriformi la cui temperatura critica è superiore alla temperatura ambiente e il nome di gas a quelli la cui temperatura critica è inferiore. L'azoto, che ha temperatura critica uguale a –117,1 ºC è quindi un gas, mentre l'ammoniaca, con temperatura critica uguale a 132,4 ºC, è un vapore.

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