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agènte

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Lessico

agg. e sm. [sec. XIII; dal latino agens-entis].

1) Agg., chi agisce, è attivo: “uomini fantasticanti piuttosto che agenti” (Croce). Nella sintassi, complemento d'agente. In filosofia, è detto agente il soggetto dell'azione da cui essa si genera o muove, in contrapposizione a “paziente”, che è il termine dell'azione, l'oggetto su cui essa si esercita. La filosofia scolastica ha chiamato intelletto agente l'elemento attivo dell'anima umana.

2) Sm., dipendente di un'amministrazione pubblica, addetto a varie mansioni di livello non dirigenziale: agente ferroviario, tranviario, postale.

3) Chi compie determinati servizi per conto di altri; chi svolge una determinata funzione pubblica o privata: agente di assicurazione, la persona che promuove per conto dell'impresa di assicurazione la conclusione di contratti. Questi obbligano l'assicuratore se all'agente è stato conferito il potere di rappresentanza; agente consolare, funzionario che compie per conto dello Stato, sia pure in territorio straniero, attività di carattere interno, prevalentemente amministrative e giurisdizionali; agente di commercio, chi tratta affari per conto di terzi; agente diplomatico, funzionario dello Stato che esercita le proprie funzioni nel territorio di uno Stato straniero, presso il quale è accreditato e per il cui tramite lo Stato svolge un'attività esterna; agente marittimo, rappresentante di un armatore o di una società di navigazione; agente nel contratto di agenzia, vedi agenzia; agente provocatore, chi istiga altri a compiere reati, specialmente contro l'ordine pubblico, per informarne poi la giustizia; agente segreto, chi appartiene a un'organizzazione spionistica; agente teatrale, chi procaccia affari alle compagnie d'artisti e cura la loro sistemazione nei teatri. Assume tale denominazione anche il negoziatore dei diritti di rappresentazione di un'opera o colui che tutela i diritti di un autore, dietro compenso in percentuale sugli affari; agente della riscossione, esattore che riscuote le entrate di un ente pubblico: sono designati dalla legge o da regolamenti interni e possono essere agenti per contratto, pagati a percentuale, e agenti per ufficio, impiegati dell'ente pubblico che dirigono gli uffici di riscossione; agente di cambio, pubblico ufficiale cui sono affidati l'acquisto e la vendita di valori mobiliari per conto di terzi essendogli tassativamente vietato dalla legge di fare in proprio ogni azione di borsa. L'agente di cambio, che per esercitare la sua professione deve essere iscritto in uno speciale ruolo, è tenuto a versare una cauzione, parte in titoli di Stato e parte in danaro, quale garanzia finanziaria della sua attività. Opera la negoziazione dei valori mobiliari in un apposito recinto riservato nei locali della borsa detto la “grida”; agenti di polizia penitenziaria, quelli incaricati di custodire i detenuti rinchiusi nel carcere: dipendono dal Ministero della Giustizia e sono organizzati nel Corpo degli Agenti di Polizia penitenziaria; agenti di polizia giudiziaria, i carabinieri, le guardie di finanza, gli agenti di pubblica sicurezza, gli agenti di custodia, le guardie provinciali e comunali, ecc.; agenti della polizia di Stato, le guardie raggruppate nel Corpo della Polizia di Stato dipendenti dal Ministero degli Interni.

4) Corpo o sostanza che possiede particolarità attive. A) In chimica, sostanza che determina o modifica una reazione, per esempio agente catalitico, ossidante, riducente, ecc. B) In economia: agenti naturali, tutti i fattori produttivi, assimilati al fattore “terra”, aventi la caratteristica di non poter essere, se non in minima parte, modificabili dall'uomo. C) In elettronica: agente drogante, elemento di impurezza che viene aggiunto a un materiale semiconduttore per fargli assumere determinate caratteristiche elettriche, per esempio per farlo diventare di tipo p oppure di tipo n. D) In fisica: agente ionizzante, ogni ente (raggi ultravioletti, raggi cosmici, ioni veloci, fiamma di una candela, ecc.) in grado di provocare la ionizzazione di atomi o molecole. E) In geomorfologia, sono detti agenti atmosferici quei fenomeni meteorologici (vento, pioggia, neve, ecc.) che contribuiscono al modellamento della superficie terrestre e rientrano quindi nella più vasta categoria degli agenti geomorfologici. F) In medicina: agente patogeno, qualsiasi fattore, fisico, chimico o biologico, capace di determinare una malattia. G) In informatica, indica un programma in grado di svolgere attività autonome, in genere per conto di un utente.

Geomorfologia

Sono considerati agenti geomorfologici tutti quei fenomeni, fisici, chimici e biologici, che contribuiscono alla genesi e all'evoluzione del paesaggio terrestre. Possono essere distinti in due gruppi fondamentali: agenti geomorfologici endogeni e agenti geomorfologici esogeni. I primi sono quelli che traggono la loro energia dall'interno della Terra, i secondi esplicano invece la loro azione direttamente sulla superficie terrestre. Fra gli agenti geomorfologici endogeni rivestono particolare importanza: l'orogenesi, l'epirogenesi, i bradisismi, il plutonismo, il vulcanesimo e la sismicità. L'orogenesi, quale responsabile del corrugamento della crosta terrestre, rappresenta il principale agente costruttore; l'epirogenesi e i bradisismi, provocando lenti e modesti innalzamenti o abbassamenti di più o meno estese porzioni di terre emerse, sovrappongono la loro azione a quella dell'orogenesi; questi agenti concorrono poi a determinare quella serie di fenomeni connessi con il ringiovanimento o l'invecchiamento dell'attività di alcuni degli agenti esogeni (in particolare quella dei corsi d'acqua). Al plutonismo sono imputabili, oltre che la genesi di particolari rilievi (rilievi a duomo), tutte le forme del paesaggio determinate dalla presenza di rocce ignee, in masse o filoni, all'interno o al di sotto di una copertura di rocce più tenere sottoposte a smantellamento. Anche il vulcanismo è agente geomorfologico essenzialmente costruttore (coni vulcanici, colate laviche, coltri di depositi piroclastici, ecc.), ma anche, sia pure eccezionalmente, distruttore (fosse da caldera di esplosione o di sprofondamento). Meno appariscenti sono gli effetti della sismicità, che rivestono tuttavia una certa importanza; essa favorisce infatti: i movimenti del detrito, il distacco di frane, la riviviscenza o la comparsa di faglie e, talora, una comminuta fratturazione delle rocce rigide, che ne agevola la successiva degradazione. Gli agenti geomorfologici esogeni esercitano, nel loro insieme, azione antitetica a quella degli agenti endogeni costruttori: essi tendono infatti a provocare un generale spianamento o peneplanazione della superficie terrestre. In questo processo particolare importanza rivestono: la gravità, alla quale sono da imputare tutti i fenomeni di frana, del movimento del detrito e delle coltri d'alterazione in genere (la gravità è inoltre all'origine dell'azione delle acque correnti e dei ghiacciai, che a essa devono il loro movimento); l'atmosfera, che, attraverso le condizioni climatiche, controlla l'alterazione delle rocce; le acque selvagge o dilavanti, che provocano un'erosione minuta e diffusa sulle rocce nude o sulla loro copertura detritico-terrosa; i corsi d'acqua e i ghiacciai, con tutta la gamma delle forme transizionali connesse con la loro azione erosiva, di trasporto e di deposizione; il moto ondoso e le correnti marine litoranee, i cui effetti sono particolarmente evidenti nelle regioni costiere; il vento; gli organismi, le cui costruzioni (in particolare le scogliere coralline) possono, localmente, costituire la nota morfologica fondamentale del paesaggio terrestre; l'attività umana, la cui importanza nella modificazione del paesaggio naturale va di giorno in giorno crescendo (in particolare i grandi sbarramenti fluviali, le opere di bonifica, i diboscamenti, ecc.). L'azione della maggior parte degli agenti geomorfologici esogeni è condizionata dai seguenti fattori: la natura delle rocce (alterabilità, erodibilità, permeabilità, coesione, ecc.), la presenza e l'orientamento, nei complessi rocciosi, di superfici di discontinuità, quali piani di stratificazione, superfici di scistosità, sistemi di fratture, ecc.; la topografia (pendenza dei versanti, altitudine, esposizione all'insolazione, ecc.); il clima e la vegetazione.

Linguistica

In analisi logica il complemento d'agente indica la persona, l'animale o la cosa da cui è effettuata un'azione verbale: “Il mio nome sarà sommessamente compianto da pochi uomini buoni” (Foscolo). Risolvendo la frase passiva in attiva, il complemento d'agente diventerà logicamente soggetto: “Pochi uomini buoni compiangeranno...”. In latino questo complemento è reso normalmente con la preposizione a o ab e l'ablativo se l'agente è animato, persona o animale, ovvero è un essere inanimato personificato; con l'ablativo semplice se l'agente è un essere inanimato. In quest'ultimo caso il complemento si chiama più propriamente di causa efficiente. Con la coniugazione perifrastica passiva in luogo di a o ab e l'ablativo si usa di regola il dativo (perciò detto dativo d'agente): Caesari omnia uno tempore erant agenda (Cesare), “ogni cosa doveva essere fatta da Cesare in uno stesso tempo”.

Petrografia

Sono chiamati agenti mineralizzatori (o sostanze volatili) sostanze fluide, prevalentemente in stato sopracritico, disciolte in un magma in via di solidificazione (soprattutto acqua, quindi biossido di carbonio, fluoruro di idrogeno, cloruro di idrogeno, biossido di zolfo, solfuro di idrogeno, acido borico, metano e ammoniaca): controllano l'inizio della cristallizzazione, impediscono la nucleazione, ossia la formazione di molti cristalli, e abbassano la viscosità del magma, rendendolo quindi più fluido; possono anche modificare la composizione dei minerali già segregatisi dal magma o presenti in masse rocciose a contatto con il magma stesso.

Informatica

Il concetto di agente può considerarsi un'evoluzione di quello di oggetto e precisamente si riferisce a un'entità software dotata, come gli oggetti, di stato e identità proprie, ma capace di agire e svolgere compiti in modo autonomo, rispondendo a proprie finalità e adattando il proprio comportamento all'ambiente circostante, o sviluppando nuove competenze, apprese da ripetute interazioni con l'ambiente, e non solamente in risposta a richieste avanzate da un essere umano o da un altro programma. Per ambiente di un agente si intende qui l'insieme di strutture dati e messaggi provenienti da un utente esterno, da apparati sensori immersi nel mondo reale, o da altri agenti che si trovano a operare in cooperazione o competizione con esso. I modelli di agenti sono fondamentalmente di due tipi. Uno deriva da modelli formali di sistemi reattivi e si configura come l'insieme delle risorse che si rendono per lui disponibili e che possono essere consumate o rinnovate a seguito delle interazioni con l'ambiente. Nel modello BDI (Belief, Desire, Intention), invece, si opera un'antropomorfizzazione dell'agente, che è modellato come un'entità che mantiene delle “credenze” sullo stato dell'ambiente, possiede dei “desideri” ed è dotato di “intenzioni”. Questi elementi sono mantenuti in apposite strutture dati esplorabili e modificabili dall'agente a seconda delle necessità. Le credenze sono costruite in base all'interazione con altri agenti e con appositi sensori in contatto con il mondo esterno al programma, per esempio ricevendo input dall'utente. L'agente non ha quindi direttamente accesso ai valori delle grandezze che caratterizzano il mondo esterno, ma può solo mantenere delle credenze su questi valori. I desideri sono rappresentazioni degli stati dell'ambiente che l'agente deve produrre, per esempio per soddisfare le richieste di un utente. Le intenzioni, infine, sono descrizioni delle azioni che l'agente pianifica di compiere per passare dallo stato dell'ambiente, come rappresentato dalle sue credenze, a uno corrispondente ai suoi desideri. In entrambi i modelli, gli agenti possono comunicare fra loro direttamente o utilizzando zone di memoria condivisa. Nella comunicazione diretta essi possono inviare e ricevere risorse o messaggi che descrivono particolari richieste o costituiscono la risposta a tali richieste. Nei modelli a memoria condivisa, particolari messaggi, risorse o informazioni sul proprio stato sono depositati nelle strutture dati attraverso cui è modellato l'ambiente e rese disponibili per gli altri agenti presenti nel sistema. Le applicazioni del calcolo orientato agli agenti sono nate originariamente dalla simulazione di sistemi complessi, sia naturali sia sociali, ma si sono particolarmente diffuse a supporto dell'interazione degli utenti con la rete. Agenti specializzati sono usati per analizzare i messaggi di posta, filtrare quelli che possono essere considerati spam, organizzarli secondo gli interlocutori e gli argomenti, assegnare delle priorità; oppure possono rappresentare l'utente in interazioni con altri agenti, per esempio per concordare l'orario di una riunione o per individuare pagine di interesse sul web, o per partecipare ad aste virtuali, in base alle preferenze dell'utente. Un particolare tipo di agente è costituito dagli avatar e dagli agenti semplificati, detti spider, o crawler. Diverse società di software e ambienti di ricerca stanno cercando di definire un modello, e possibilmente di uno standard, per la creazione di agenti mobili, capaci cioè di trasferire il proprio stato da un nodo a un altro di una rete di comunicazione e di eseguire parti diverse della propria attività sui nodi che offrono risorse specifiche per queste sottoattività. L'utilizzo di agenti sul web, siano essi mobili o meno, pone diversi problemi di sicurezza. In primo luogo, poiché l'attività degli agenti occupa risorse di tempo e banda del sito che li accoglie, questi può scegliere politiche di limitazione degli accessi. Agenti mobili, ospitati in altri siti, devono fornire assicurazioni sulla loro identità e limitare la propria attività alle aree di memoria messe a disposizione dal sito ospite.