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agalassìa o agalattìa

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Lessico

sf. [dal greco agalactía, mancanza di latte]. Assenza o insufficienza della secrezione lattea dopo il parto. Il trattamento dell'agalassia è soprattutto opoterapico.

Veterinaria: agalassia contagiosa

Malattia infettiva (detta anche asciuttarella) a carattere epizootico ed enzootico che colpisce la pecora e la capra. È causata da un microrganismo (Mycoplasma agalactiae) che si localizza in alcuni organi e nei relativi secreti (nella mammella e nel latte; negli occhi e nelle lacrime; nelle articolazioni e nel liquido articolare). Particolarmente colpite sono le femmine dopo il parto, ma anche nei giovani animali può manifestarsi in maniera cronica. La principale fonte di infezione è rappresentata dal latte infetto proveniente da pecore malate o portatrici. Può manifestarsi in forma acuta se si presenta con febbre, inappetenza, depressione del sensorio. La mastite è il segno più caratteristico della malattia. La localizzazione oculare inizia con fotofobia, lacrimazione e infiammazione pruriginosa della congiuntiva e della cornea che può ulcerarsi. Infine le localizzazioni articolari si annunciano con rigidità e zoppicamenti. Raramente mortale, richiede isolamento degli animali malati, trattamento con antibiotici, disinfezione e vaccinazione.

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