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agglomerante

sm. [ppr. di agglomerare]. Sostanza che mescolata allo stato fluido (in soluzione o in dispersione in un liquido, o fluidificata mediante riscaldamento) con un materiale incoerente è capace di operare, per azione chimica o fisica, una coesione tra le singole parti. Gli agglomeranti usati in tecnologia per la costruzione delle mole e lime abrasive hanno lo scopo di tenere uniti i granelli di materiale abrasivo fino a quando questi hanno perso la loro capacità di taglio e si staccano automaticamente per scoprire i granelli sottostanti. I vari agglomeranti sono distinti in base alla durezza e alla porosità, che influenzano l'elasticità e il coefficiente di trasmissione termica; così si hanno: agglomeranti vetrificati, resinoidi, metallici, usati a seconda del tipo di lavorazione (vedi mola e molatura). In edilizia, gli agglomeranti sono generalmente costituiti da cementi a bassa resistenza il cui impiego è spesso conveniente, dato il limitato ritiro che presentano durante la presa; secondo la legislazione italiana, sono cementi ottenuti dalla macinazione di clincker e sabbie, queste ultime in proporzione di almeno il 40%; secondo le stesse norme, sono tali anche i cementi a presa rapida. Gli agglomeranti per fonderia sono sostanze usate per cementare le sabbie al fine di consentire il modellamento delle anime; sono costituiti da oli vegetali, resine artificiali, argille, bentonite, ecc.

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