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alàggio

sm. [dal francese halage].

1) Operazione di traino contro corrente di natanti privi di motore (chiatte, pontoni, barche) su fiumi, canali, bacini, effettuata mediante cavi tirati da trattori o locomotori (un tempo uomini o cavalli) che procedono su una strada parallela alla sponda, detta appunto d'alaggio o più comunemente alzaia.

2) Operazione che consiste nel trarre in secco, facendo ricorso a tecniche e mezzi diversi, un galleggiante, un'imbarcazione, oppure una nave. L'alaggio viene effettuato quando si debbano eseguire controlli, manutenzioni, riparazioni, modifiche, ecc., che risultano possibili, o, comunque, più agevoli, se condotti a terra. L'alaggio delle imbarcazioni viene effettuato anche per poterle riparare dalle intemperie, mediante copertura con cappe, ricovero sotto tettoie, ecc. Per le navi è di solito limitato a unità il cui dislocamento non superi le 600 t. § L'attrezzatura necessaria all'alaggio delle navi è costituita dallo scalo d'alaggio, formato da un piano inclinato di 3÷5 gradi, la cui parte immersa (avantiscalo) deve essere adatta al tipo e alle dimensioni della nave, e dall'invasatura, struttura portante mobile che, sotto l'azione di cavi o catene mossi da argani o verricelli, può strisciare su apposite corsie oppure scorrere su rotaie mediante ruote (in tal caso viene anche detta “carro”). L'operazione di alaggio consta nel far scorrere l'invasatura lungo lo scalo, fino a raggiungere l'avantiscalo e quindi nell'affondarla in modo da farla adagiare sull'avantiscalo stesso. Si rimorchia quindi la nave e la si dispone in modo che essa galleggi con il proprio piano longitudinale di simmetria coincidente con quello dello scalo e quindi dell'invasatura. A questo punto, alando verso terra i cavi di ritenuta della nave e quelli dell'invasatura, si fa in modo che nave e invasatura vengano a contatto e che la nave si disponga correttamente con il proprio fondo sulle taccate dell'invasatura. Assicurata la nave all'invasatura mediante cavi, si ala il complesso, così da fargli risalire l'avantiscalo e successivamente lo scalo. Nel corso della manovra inversa, che è simile a un normale varo, il complesso suddetto, liberato dalle ritenute che lo bloccavano allo scalo, scende in acqua per gravità. In talune sistemazioni, l'alaggio e la successiva messa in acqua avvengono secondo l'asse trasversale della nave, anziché secondo quello longitudinale.

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