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alce

sm. e f. [sec. XIV; dal latino alces, di origine germanica]. Artiodattilo ruminante (Alces alces) della famiglia dei Cervidi, di cui rappresenta la specie vivente di maggior mole: è lungo 2,50-3 m, alto sino a 2 m e può raggiungere un peso di 800 kg. Ha testa lunga, con fronte larga, occhi piccoli, labbro superiore grossissimo, tronco anteriormente, orecchie assai mobili e corna imponenti, con fusto molto corto, che sorregge una grande pala, più o meno orizzontale, suddivisa in due lobi, ciascuno con un certo numero di grosse punte sul bordo. Ha inoltre collo breve, tronco massiccio, arti lunghi, con zoccoli lunghi e stretti, manto a pelo lungo e ruvido, mai maculato, di color bruno-giallastro o bruno-nerastro. La coda è di soli 5-7 cm. Specie tipicamente forestale, l'alce vive nell'Eurasiasettentrionale e nell'America Settentrionale, abitando la grande taiga, in regioni ricche d'acquitrini e di paludi, con fiumi e laghi e terreno pianeggiante, evitando il terreno roccioso. È solito immergersi in acqua, anche per mangiare piante acquatiche. Le femmine partoriscono di solito due piccoli dopo 242-250 giorni di gestazione. Certi autori considerano gli alci nordamericani come appartenenti a una specie distinta da quella eurasiatica.

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