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allungaménto

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Lessico

sm. [sec. XIII; da allungare]. Atto ed effetto dell'allungare o dell'allungarsi. In particolare: A) In aeronautica, allungamento alare, rapporto fra l'apertura alare e la corda media, o tra il quadrato dell'apertura alare e la superficie alare. Questo parametro, indicato con la lettera greca λ (lambda), è di fondamentale importanza per la valutazione della resistenza indotta e dell'incidenza indotta di un'ala. B) Foglio applicato alla cambiale o all'assegno al fine di consentire la prosecuzione delle girate. C) Nell'industria tessile, proprietà dei filati e delle fibre tessili di estendersi senza perdere le loro caratteristiche iniziali. Il controllo dell'allungamento viene eseguito col dinamometro. D) Nella tecnica cinematografica, l'allungamento verticale delle immagini è dovuto sia all'effetto ottico provato dallo spettatore di fronte a uno schermo, se l'angolo laterale di osservazione è eccessivo, sia a un'eccessiva angolazione dell'asse di proiezione rispetto allo schermo. Può essere volutamente ottenuto in ripresa con il basculaggio o con obiettivi grandangolari e in stampa mediante proiettori basculabili. L'allungamento è anche il risultato di un'immagine ripresa con un sistema anamorfico. E) Nell'arte militare, l'aumento che si produce in lunghezza o in profondità quando una colonna di soldati è in marcia. Si ha nelle colonne motorizzate e ippotrainate, ma in misura più sensibile in quelle a piedi (fino a un quarto in più della lunghezza normale).

Fisica

Deformazione di un corpo, detta anche dilatazione lineare, consistente nella variazione Δl della lunghezza l di esso, dovuta ad azioni meccaniche o a variazioni di temperatura. L'allungamento può essere di segno positivo, per esempio quando si ha un corpo soggetto a sollecitazione di trazione assiale, o di segno negativo, quando si ha un corpo soggetto a compressione assiale; in questo secondo caso l'allungamento è detto anche, seppur impropriamente, accorciamento. Si può avere contemporaneamente presenza nello stesso corpo di allungamento con segno positivo e negativo, come nel caso delle fibre che stanno da una parte e dall'altra dell'asse neutro in una trave prismatica soggetta a flessione. Nell'allungamento dovuto a cause meccaniche si possono distinguere: allungamenti elastici, quando, terminata la sollecitazione, le fibre sollecitate riprendono la dimensione originaria; plastici, quando la variazione di dimensione permane anche dopo che la sollecitazione è cessata; a rottura, quando l'allungamento viene spinto fino alla rottura del corpo in causa. Per un solido prismatico sottoposto a sforzo normale l'allungamento elastico è rappresentato dal rapporto Δl=Nl0/EA; dove N è lo sforzo assiale, l0 la lunghezza iniziale, E una costante che rappresenta il modulo di elasticità normale (modulo di Young), A l'area della sezione retta. Si definisce allungamento unitario o allungamento relativo il rapporto ε tra la variazione di lunghezza e il valore iniziale della lunghezza del corpo: viene espresso dalla relazione ε=Δl/l0. L'allungamento a rottura costituisce uno dei dati caratteristici del comportamento dei materiali, in particolare dei materiali metallici. Misurato dopo la rottura di una provetta avente caratteristiche fissate da apposite norme (vedi prova meccanica) è espresso convenzionalmente dalla formula A=[(lul0)/l0]∤100 nel caso di prova a trazione, A=[(l0lu)/lu]∤100 nel caso di prova a compressione, essendo lu la lunghezza finale e l0 quella iniziale della provetta. Con formule analoghe si definiscono l'allungamento percentuale di strizione, l'accorciamento percentuale di ingrossamento, l'allungamento percentuale per scorrimento, l'allungamento percentuale dopo la rottura per scorrimento.

Linguistica

Si ha in generale quando l'articolazione di un fonema presenta una maggiore durata. Si possono distinguere vari tipi di allungamento. L'allungamento di compenso si ha quando una vocale breve si allunga per effetto della caduta di un elemento consonantico che chiudeva la sillaba (la cui quantità viene così conservata): per esempio greco pâsa da pănsa, latino sēdecim da sĕxdecim. È interessante notare che l'inglese e il tedesco presentano alcuni tratti distintivi che traggono la loro origine da questo fenomeno. In inglese infatti un'originaria nasale è caduta davanti a s, f, th allungando la vocale precedente, mentre in tedesco il nesso consonantico si è conservato: si ha così inglese five, tedesco fünf, inglese mouth, tedesco Mund, ecc. Un caso particolare di allungamento vocalico che ha luogo in latino è noto col nome di legge di Lachmann. I verbi la cui radice termina con un'occlusiva sonora davanti all'occlusiva sorda del participio passato (e delle forme verbali e nominali da esso derivate) mutano l'occlusiva sonora in sorda allungando la vocale precedente: ăgo, āctus; rĕgo, rēctus, rēctor; tĕgo, tēctus; ecc. L'allungamento ritmico ha luogo per evitare il succedersi di troppe brevi consecutive. Così in greco gli aggettivi con tema in - al comparativo e al superlativo allungano questa vocale se è preceduta da un'altra breve: neós, compar. neṓteros, superl. neṓtatos; sophós, compar. sophṓteros, superl. sophṓtatos. In greco si può ancora avere un allungamento vocalico per effetto di metatesi quantitativa. Con il nome di allungamento epico è talvolta indicato il fenomeno più comunemente noto come distrazione omerica. L'allungamento di una vocale breve può essere prodotto anche da un forte accento espiratorio. Questo allungamento è avvenuto in osco nella sillaba tonica iniziale. Un fatto analogo si può riscontrare anche nell'evoluzione del tedesco che nella sillaba iniziale su cui cade l'accento mostra in alcuni casi una vocale lunga in luogo della breve originaria: tedesco nehmen, tedesco ant. neman; tedesco fahren, tedesco ant. faran (il segno h nelle forme del tedesco moderno è sicuro indice di allungamento). Per evitare certe sequenze impossibili in determinati schemi metrici si ha l'allungamento metrico: così nella poesia dattilica greca la parola mélani appare come meílani (ei indica l'allungamento di e), e in tutti i poeti greci a- iniziale di athánatos, che etimologicamente è sicuramente breve, è misurata come lunga.

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