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ambulacro

sm. [sec. XIX; dal latino ambulācrum].

1) Anticamente, luogo aperto di passeggio, per lo più fiancheggiato da alberi. Oggi, spazio architettonico praticabile, esterno o interno, essenzialmente destinato a funzione di passaggio: “l'onnipotenza dell'onorevole... negli ambulacri di Montecitorio” (Baldini). § Da Vitruvio viene chiamato ambulatio il passaggio o corridoio coperto fra colonnato e cella nel tempio periptero o pseudoperiptero . Nelle catacombe indicava corridoi e gallerie sotterranei. Nel periodo romanico e gotico si indica con ambulacro il prolungamento delle navate laterali, che con andamento circolare o poligonale circonda il coro (vedi deambulatorio).

2) In zoologia, ciascuno dei cinque settori radiali che costituiscono il corpo degli Echinodermi e a cui corrisponde un ramo del sistema ambulacrale o acquifero.

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