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amhàrico o amàrico

agg. e sm. (pl. m. -ci) [sec. XX; da Amhara].

1) Agg., della regione dell'Amhara: popolazione amharica.

2) Sm. Lingua parlata nelle regioni dell'Etiopia centro-settentrionale, che si è imposta come lingua ufficiale di tutto il Paese. L'amharico e le altre lingue affini (geʽez o etiopico antico, tigrino o tigray, tigré, gafat, argobba, harari e i dialetti guraghè) presentano alcuni aspetti comuni con i dialetti dell'Arabia meridionale per cui si ritiene appartengano al vasto gruppo di lingue semitiche meridionali diffuse dal Sudan all'ʽOman. Caratterizzatosi in senso proprio fin dagli ultimi secoli prima dell'era attuale, l'amharico presenta non pochi prestiti delle più antiche lingue cuscite. La più antica documentazione scritta risale al sec. IV (iscrizioni su stele di Ezānā, re di Axum), ma esistono scritte in greco e geʽez arcaico su monete di epoca più antica; testi religiosi compaiono regolarmente a partire dal sec. V con l'affermazione del cristianesimo monofisita.

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