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ampère

sm. inv. [dal francese ampère, derivato dal nome di A.-M. Ampère]. Unità di misura (simbolo A) dell'intensità della corrente elettrica; quarta grandezza fondamentale nel Sistema Internazionale (SI). L'ampere è la corrente costante che percorrendo due conduttori paralleli, rettilinei, di lunghezza infinita, di sezione circolare di diametro infinitesimo, posti alla distanza di 1 m l'uno dall'altro nel vuoto, produce tra i due conduttori una forza di 2∤10-7 N/m. In Italia l'ampere è definito mediante i campioni conservati all'Istituto Elettrotecnico Nazionale G. Ferraris di Torino. La precedente definizione, detta anche di ampere assoluto, ha sostituito quella dell'ampere internazionale nella quale l'ampere era dato dalla corrente in grado di depositare in un secondo, sul catodo di un voltametro in condizioni di temperatura e pressione normalizzate, 1,1180 mg di argento da una soluzione acquosa di nitrato di argento. I due ampere coincidono fino allo 0,1‰. Nei Paesi anglosassoni sono in uso anche le due denominazioni abampère=10 A e statampère=3,335∤10-10 A.

Unità del Sistema Internazionale (simbolo A/m) utilizzata per la misura della forza magnetica o dell'intensità di campo magnetico; è pure usata per misurare la densità lineare di corrente.

Unità di misura (simbolo A/m²) della densità di corrente elettrica: esprime la densità di corrente in un conduttore avente la sezione di 1 m² percorso dalla corrente di 1 A; nella pratica si usa più frequentemente il suo multiplo A/mm² (1 A/m²=10‒6 A/mm²).

Unità pratica di quantità di elettricità (simbolo Ah): rappresenta la quantità di elettricità che fluisce in un'ora in un circuito percorso dalla corrente di 1 A; è pertanto uguale a 3600 coulomb. È anche usata per esprimere la capacità degli accumulatori elettrici.

Lo stesso che coulomb.

Grandezza (simbolo Asp) usata talvolta nella pratica come unità di misura della forza magnetomotrice; non è compresa nel Sistema Internazionale, in cui è sostituita dall'ampere.