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ampiézza

sf. [sec. XIII; da ampio].

1) L'essere ampio (anche fig.): ampiezza di un locale, di un panorama; “gli epiteti danno ampiezza e splendore a l'orazione” (Caro); l'ampiezza di un fenomeno, l'estensione, la portata.

2) Fig., apertura, disponibilità intellettuale: ampiezza di idee, di vedute.

3) In fisica, modulo del valore massimo di una grandezza, x, variabile con legge periodica rispetto al tempo o ad altra variabile indipendente, per esempio la distanza. Se la grandezza x è variabile con legge semplicemente alternata, per esempio rispetto al tempo t, del tipo x=A sin(2πft0), dove f è la frequenza e φ0 la fase iniziale, l'ampiezza è | A |. In particolare l'ampiezza di un moto armonico è la massima elongazione del punto che lo descrive e l'ampiezza di una grandezza elettrica o ampiezza radioelettrica alternata è il valore massimo assunto durante un periodo; in quest'ultimo caso l'ampiezza può anche non essere costante, come avviene in radiotecnica nella modulazione di ampiezza.

4) In geometria, ampiezza di un angolo è la misura di quell'arco e, rispettivamente, di quell'angolo.

5) In elettronica, il termine ampiezza di un impulso è usato genericamente per indicare il valore massimo dell'impulso stesso.

6) In logica matematica, l'ampiezza di una classe è il dominio degli oggetti che appartengono alla classe.

7) In statistica, l'ampiezza di una classe è la differenza fra il limite superiore e quello inferiore di una classe.

8) In marina: ampiezza di rollio, misura dell'angolo formato, alla fine di una rollata, fra un piano orizzontale e quello passante per la coperta della sezione maestra; ampiezza di beccheggio, misura dell'angolo formato, alla fine di un'inclinazione longitudinale, fra un piano orizzontale e quello passante per la sezione longitudinale di coperta.