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anabattisti

sm. pl. [dal greco aná, nuovamente+baptízein, immergere, battezzare]. Definizione polemica data a quei gruppi cristiani (detti anche catabattisti) che a partire dal sec. XVI si rifiutarono, sulla base di un rigoroso biblicismo, di battezzare i bambini. Sulla loro origine storica vi sono divergenze di studiosi; gli uni li ricollegano al movimento nato in Sassonia nel 1522 a opera di T. Müntzer, Carlostadio e dei profeti di Zwickau; gli altri allo zwinglismo più radicale fiorito a Zurigo. Vi è quindi una certa confusione tra anabattisti e spiritualisti. A Zurigo gli anabattisti furono agli inizi evangelici radicali “che non si erano ancora posto il problema del battesimo dei credenti adulti, ma, dopo la disputa del 29 gennaio 1523, vollero andare oltre Zwingli nella questione delle decime, del prestito a interesse, delle immagini e della messa” (Vinay). Alfieri del movimento furono C. Grebel e l'ex francescano G. Stumpf, i quali cominciarono a sostenere che il battesimo era contrario all'insegnamento della Scrittura. Si ebbero così i primi battesimi di adulti (a Zollikon, 1525). Sotto questo profilo è inesatto parlare di anabattisti, in quanto il primo battesimo non era giudicato valido. Le loro teorie si diffusero ben presto, seppure contrastate da cattolici e riformisti, nella Svizzera tedesca e di lì in Austria (con l'ex prete B. Hubmaier). Grebel e Manz furono tra le prime vittime della repressione ecclesiastica. Altri anabattisti perseguitati furono G. Blaurock e M. Sattler, che diffuse l'anabattismo in Germania. Da allora le idee anabattistiche, anticonformiste, antistituzionali con ampie implicazioni politico-economiche (come la guerra dei contadini) si diffusero in tutta Europa fino alla Moravia e alla Polonia manifestandosi in più correnti. Enumeriamo, oltre ai fratelli svizzeri, gli hutteriti, i münsteriti, i mennoniti (seguaci dell'olandese Menno Simons). Gli anabattisti furono presenti anche in Italia, soprattutto nel Veneto, e si caratterizzarono per le tendenze razionalistiche (umanesimo illuministico e antitrinitarismo; vedi antitrinitari). Si trattò cioè di un movimento di persone colte più che di umili strati popolari come altrove. Pacifismo da una parte e violenza dall'altra, profetismo e apocalittica, settarismo religioso e protesta sociale, giustificazione per fede, richiamo diretto allo Spirito Santo furono componenti comuni e contraddittorie nelle diverse tendenze anabattistiche.

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