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anamorfòsi o anamòrfosi

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Lessico

Sf. [sec. XIX; dal greco anamórphōsis, riformazione].

1) Modalità di sviluppo postembrionale presente in alcuni Artropodi e consistente nell'incremento del numero dei segmenti somatici e degli arti corrispondenti, attraverso un certo numero di mute, fra lo stadio giovanile e lo stadio adulto. La forma che sguscia dall'uovo non è considerata una vera e propria larva in quanto è molto simile all'adulto e non compie metamorfosi. Esempi tipici di animali che si sviluppano per anamorfosi sono gli Anamorfi e i Proturi.

2) In geometria , corrispondenza tra i gruppi di un piano π e di una superficie π´ che si ottiene proiettando da un centro O i punti del piano sulla superficie .

3) In ottica, distorsione di immagine prodotta da un sistema ottico per cui l'ingrandimento lineare è diverso nelle direzioni orizzontale e verticale. Nella tecnica cinematografica, l'anamorfosi si realizza volutamente mediante obiettivi anamorfici.

4) In nomografia, procedimento di trasformazione di nomogrammi basato principalmente sul passaggio da scale lineari a scale logaritmiche.

Arte

Rappresentazione grafopittorica costruita secondo una deformazione prospettica tale per cui la visione corretta e comprensibile si può avere solo da un particolare punto di vista, che non è mai quello frontale. Particolarmente usata su superfici curve o comunque non perpendicolari alla direzione dell'asse ottico principale, l'anamorfosi, che denota la crisi del razionalismo geometrico-oggettivo del Rinascimento, fu oggetto di grande interesse in epoca manieristica e barocca, sia per la suggestione dell'effetto magico e surreale che produce, sia per gli effetti nella decorazione pittorica di grandi volte e di scenografie teatrali. Famoso effetto di anamorfosi è quello del teschio che nel quadro Gli ambasciatori Jean de Dinteville e Georges de Selve di Hans Holbein il Giovane (Londra, National Gallery) si può individuare solo da una posizione particolare. Uno degli artisti che ha fatto più uso dell'anamorfosi nel XX secolo è stato l'olandese Maurits Cornelis Escher. I suoi quadri sono caratterizzati da rappresentazione di prospettive inusuali e di immagini ambigue.

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