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anasarca

ssm. (pl. -chi) [sec. XIV; dal greco anásarx (hýdrōps), (idropisia) carnosa, tramite il latino medievale anasarcha]. In gener., edema generalizzato dei tessuti di tutto il corpo. In particolare: A) In medicina, presenza abnorme di trasudati nei tessuti e nelle cavità sierose (pleura, pericardio, ecc.) che si riscontra in occasione di grave insufficienza renale (nefrite, nefrosi, rene grinzo, ecc.), di scompenso cardiocircolatorio (miocardite, vizi valvolari, ecc.), di cirrosi epatica e stati cachettici (neoplasie, disprotidemie, ecc.). Anasarca del feto: condizione di estremo rigonfiamento dei tessuti fetali. Rappresenta la forma più grave, e non conciliabile con la vita, della malattia emolitica del neonato per incompatibilità materno-fetale (eritroblastosi). B) In veterinaria, una particolare forma di anasarca si verifica nel cavallo. L'esatta eziopatogenesi di questa malattia, detta anche febbre petecchiale, non è ben chiara. Di solito secondaria all'adenite equina o ad altre forme suppurative, si manifesta con edemi sottocutanei della testa, dell'addome e degli arti e con ecchimosi più o meno diffuse a tutte le mucose.

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