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anecòico

agg. (pl. m. -ci) [sec. XX; da an-+eco, sull'inglese anechoic]. Nella tecnica della compatibilità elettromagnetica, camera anecoica, locale schermato dalle radiazioni elettromagnetiche in cui le pareti e il soffitto sono ricoperti da coni, di materiale a base di schiuma poliuretanica a pori aperti, che assorbono le onde elettromagnetiche radiate al di sopra di un valore di frequenza legato all'altezza dei coni. Essa serve a impedire che le riflessioni delle emissioni generate dal dispositivo in prova sulle pareti del locale vengano misurate dal ricevitore e considerate come emissioni dirette. Per simulare lo spazio aperto la camera utilizzata è per lo più semianecoica, in cui cioè vi è assenza di coni sul pavimento. Lo schermaggio è realizzato ponendo all'interno dei pannelli che costituiscono le pareti, il soffitto e la pavimentazione, un foglio di rame; particolare attenzione viene rivolta allo schermaggio di tutte le possibili vie di ingresso, porta, ventilazione, condizionamento, illuminazione e soprattutto distribuzione dell'energia elettrica all'interno. Dentro tale camera è possibile effettuare la misura del disturbo provocato da un'apparecchiatura, essendo esente da eventuali e possibili disturbi che potrebbero presentarsi se la misura fosse effettuata in un ambiente esterno.

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