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anemòmetro

sm. [anemo-+-metro]. Nome generale usato per indicare strumenti destinati alla misura della velocità del vento, che vengono classificati secondo il tipo di trasduttore impiegato. Gli anemometri più impiegati in meteorologia sono: l'anemometro a coppe, costituito da tre bracci a 120º cui sono fissati altrettante coppe emisferiche o paraboliche tali da ruotare sempre nello stesso verso qualunque sia la velocità e la direzione di provenienza del vento. La misura della velocità di quest'ultimo si basa sulla velocità di rotazione dell'asse su cui sono imperniate le coppe; l'anemometro a pressione, costituito da un opportuno tubo manometrico o da un idoneo dinamometro. La misura del vento si basa sull'effetto della pressione che esso esercita su tale tubo (tubo di Pivot) oppure dalla pressione sul dinamometro; l'anemometro elettrico a filo caldo che ricava la velocità del vento in base alla potenza termica dissipata da una resistenza elettrica ad alta temperatura esposta al vento; l'anemometro sonico, che misura la velocità del vento in base alla propagazione delle onde sonore in aria fra due apparecchiature (una di trasmissione e una di ricezione). La misurazione della velocità del vento in quota, invece, non viene effettuata da anemometri ma da strumentazione basata in genere sui principi del radar. § In fisica nucleare si usano anemometri a ionizzazione, cioè dispositivi che permettono di determinare la velocità di un gas, costituito da particelle ionizzate, previa misurazione della corrente prodotta in una camera di ionizzazione attraversata dal gas. La sorgente di radiazione ionizzante è posta all'interno della camera.