aneurisma

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Definizione

sm. (pl. -i) [sec. XIV; dal greco anéurysma, dilatazione]. Dilatazione patologica di forma variabile e non reversibile di un vaso sanguigno, in particolare dell'aorta o di un'arteria periferica. In genere si ritiene che gli aneurismi originino da un indebolimento localizzato della parete vasale. Si riscontra inoltre una familiarità soprattutto per alcuni tipi di aneurisma aortico.

Medicina

Secondo la forma "Per i disegni di tre tipi di aneurisma vedi il lemma del 2° volume." gli aneurismi si distinguono in fusiformi, sacciformi e dissecanti; inoltre, possono essere acquisiti o congeniti. La forma acquisita è determinata da fattori diversi come l'aterosclerosi, la lue (sifilide), le arteriti infettive, la panarterite nodosa, i traumi, gli infarti, ecc. Gli aneurismi da aterosclerosi sono dovuti, in genere, a lesioni della tunica media, le cui fibre muscolari vengono sostituite da tessuto fibroso; le sedi più comuni sono le arterie poplitee e l'aorta addominale. Gli aneurismi luetici sono dovuti a lesioni distruttive della tunica media, i cui vasi nutritivi, quando diventano sede di processo infiammatorio, si obliterano: i punti più colpiti sono in genere l'arco o la porzione discendente dell'aorta e l'arteria polmonare. Le arteriti infettive (tubercolosi, actinomicosi ecc.) provocano di preferenza aneurismi dell'arteria poplitea e della femorale, individuati mediante l'esame obiettivo e confermati dall'ecografia e dalla tomografia assiale computerizzata (TAC). Per questi aneurismi si prevede la resezione chirurgica con sostituzione protesica del segmento sezionato. La panarterite nodosa è causa di necrosi della tunica media, con le più varie localizzazioni aneurismatiche. I traumi possono provocare aneurismi veri o falsi, per lesione in toto della parete arteriosa e conseguente ematoma. Conseguenti a infarto del miocardio sono gli aneurismi ventricolari, dilatazioni di una porzione di ventricolo cardiaco, prevalentemente il sinistro. L'aneurisma dell'aorta è localizzato nella maggioranza dei casi nel tratto addominale. L'ecografia è il metodo di valutazione non invasivo con il miglior rapporto costo/beneficio. Anche la palpazione, la TAC, la risonanza magnetica nucleare, la radiografia addominale e l'aortografia addominale sono impiegate nella diagnosi. L'intervento chirurgico (a meno che non sia controindicato) è raccomandato per tutti gli aneurismi maggiori di 6 cm: consiste nella rimozione dell'aneurisma e nel posizionamento successivo di un condotto sintetico. L' aneurisma disseccante dell'aorta è una dilatazione del profilo dell'aorta, conseguente all'infiltrazione di sangue proveniente dal lume del vaso per lesione della mucosa negli strati della parete, che si scollano via via preludendo alla rottura dell'arteria stessa. Una delle cause principali è la perdita di elasticità degli strati interni per deposizione lipidica (ateroma). Quando si sviluppa, può dare un dolore tipicamente profondo, lancinante e viscerale, avvertito principalmente nella regione lombosacrale. Esso insorge in maniera brusca ed è di intensità insopportabile. Viene spesso definito come una sensazione di lacerazione e di strappo. Nel 90% dei pazienti, la radiografia mostra una dilatazione dell'aorta. L'aortografia con mezzo di contrasto, mediante un catetere inserito in aorta a partire da un'arteria periferica, è il metodo diagnostico definitivo per il rilievo di dissezione aortica ed è di solito essenziale per prendere in considerazione la terapia chirurgica. La TAC e la RMN sono anch'esse considerate per la diagnosi. La rottura o la minaccia di rottura è un'emergenza chirurgica. L'intervento chirurgico è tuttavia indicato in tutti i casi di dissezione acuta che coinvolgono l'aorta prossimale. L'obiettivo è quello di resecare quanto più possibile l'aorta dissecata, chiudere il falso lume e ricostruire l'aorta con una protesi sintetica. La sopravvivenza a lungo termine dei pazienti trattati che sopravvivono alla fase acuta è di circa il 60% a 5 anni e del 40% a 10 anni. I pazienti devono iniziare al più presto una terapia farmacologica finalizzata a ridurre la pressione arteriosa. Nel trattamento della fase acuta si usa di solito l'associazione di nitroprussiato di sodio e di un beta-bloccante oppure i calcioantagonisti. Le complicanze tardive più importanti sono la recidiva della dissezione, la formazione di un aneurisma localizzato nell'aorta indebolita e l'insufficienza valvolare aortica progressiva. Gli aneurismi micotici si verificano in corrispondenza di infezioni micotiche o batteriche localizzate a livello della parete dell'aorta o di altre arterie. Il trattamento di un aneurisma micotico consiste in una terapia antibiotica diretta contro il microrganismo specifico, seguito dalla resezione chirurgica dell'aneurisma. Gli aneurismi congeniti, dovuti ad assenza della tunica media arteriosa, si possono manifestare a qualsiasi età e la loro sede preferita è la parte intracranica della carotide interna. La sintomatologia dell'aneurisma, diversa a seconda della grandezza e della sede, è caratterizzata dalla formazione di una tumefazione pulsatile, che all'ascolto si manifesta con un rumore soffiante e alla palpazione con una sensazione di fremito; il dolore è per lo più dovuto a compressione di organi contigui. La terapia chirurgica degli aneurismi dell'aorta e di quelli cerebrali si avvale di nuove tecniche endoscopiche che riducono l'invasività dell'intervento e possono portare benefici, specie per i pazienti più anziani in cui i rischi anestesiologici e generali di un intervento tradizionale sono più elevati. Per l'aneurisma dell’aorta è stata messa a punto una tecnica endoscopica che consiste nell'inserire un catetere nella arteria femorale, da dove viene fatto risalire fino all'aorta. Il vaso sanguigno viene poi rivestito internamente da una arteria artificiale, di dacron, in modo da rinforzare la parte di arteria in cui si è verificato l'aneurisma. Il catetere viene poi rimosso. Per alcuni aneurismi cerebrali è stata sviluppata una tecnica neuroradiologica che consiste nell'inserire, sempre dall'arteria femorale, un catetere cavo fino alla carotide. Al suo interno viene fatto passare un catetere più sottile che riesce a seguire l'arteria fino al cervello, raggiungendo il sito dell'aneurisma. A questo punto vengono seguite diverse tecniche per rinforzare l'arteria dilatata, come rivestimenti di dacron o una rete di metallo a “memoria di forma” realizzata cioè in modo che, se anche raddrizzata per essere introdotta nel catetere, torni nella sua forma originale una volta inserita in loco, per rivestire con le sue volute tutto l'aneurisma. La rete viene poi staccata dal catetere grazie a un impulso elettrico.

Veterinaria

Aneurisma pernicioso, parassitosi causata dal verme Strongylus vulgaris che allo stadio larvale si localizza nelle arterie del cavallo, provocando endoarteriti e trombosi con conseguenti aneurismi. Le larve si localizzano nelle arterie aorta, iliaca e mesenterica provocando coliche ed emorragie talvolta mortali. Anche il cane può esserne colpito; in questo caso nell'avventizia dell'aorta si ritrovano forme larvali del NematodeSpirocerca lupi.