anfìbolo

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Lessico

agg. e sm. [dal greco amphíbolos, incerto, ambiguo].

1) Agg. lett., che dà luogo a interpretazioni diverse, equivoco, ambiguo.

2) Sm., minerale appartenente al gruppo degli anfiboli.

Gruppo degli anfiboli

"Per la tabella del gruppo degli Anfiboli vedi il lemma del 2° volume." Gruppo di minerali caratterizzati dalla presenza, nel reticolo cristallino, di catene doppie di tetraedri SiO4; assieme ai pirosseni (che nel reticolo hanno catene semplici di tetraedri SiO4), di cui sono più diffusi e abbondanti in natura, gli anfiboli costituiscono la sottoclasse degli inosilicati. Chimicamente sono definibili come silicati di magnesio, ferro, calcio, talvolta anche di sodio e alluminio. La struttura degli anfiboli è molto complessa: le catene di tetraedri si possono considerare come successioni illimitate di gruppi Si4O₁₁ con sei valenze libere saturate da ioni bivalenti o trivalenti che hanno la funzione di collegare le singole catene. Negli anfiboli vi sono ampie possibilità di sostituzione tra atomi, caratterizzati da uguali dimensioni ioniche, occupanti posizioni equivalenti. Così vi può essere facile sostituzione tra il ferro bivalente, il magnesio e l'alluminio, tra il calcio e il sodio, e tra l'ossigeno, il fluoro e l'ossidrile. Gli anfiboli cristallizzano nel sistema rombico (ortoanfiboli) e monoclino (clinoanfiboli, più numerosi e abbondanti) con caratteristico abito prismatico; hanno una sfaldatura tipica secondo due facce del prisma che forma, nelle sezioni trasversali, un angolo di 124º; questo fatto, assieme a un più marcato pleocroismo, costituisce un sicuro elemento diagnostico per distinguere gli anfiboli dai pirosseni. Alcuni autori ascrivono al gruppo degli anfiboli l'enigmatite e le sue varietà, che cristallizzano nel sistema triclino. Molto diffusi in natura, gli anfiboli entrano nella composizione di numerose rocce eruttive e metamorfiche.