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angiotensina

sf. [angio-+tens(ione)+-ina]. Sostanza che compare nel sangue in seguito all'azione di un enzima renale (renina) sull'angiotensinogeno. Esistono due forme di angiotensina: la prima, fisiologicamente inattiva, è detta angiotensina-I; la seconda, attiva, è detta angiotensina-II. L'angiotensina-I è strutturalmente un decapeptide formato da una catena lineare di dieci unità aminoacidiche; si trasforma in angiotensina-II in seguito al distacco di due aminoacidi (una molecola di istidina e una di leucina) prodotto da particolari enzimi presenti nel plasma. L'angiotensina-II è considerata la più potente sostanza ipertensiva conosciuta. Il suo effetto pressorio deriva da differenti meccanismi concomitanti (stimolazione della muscolatura liscia dei vasi sanguigni, eccitazione dei gangli simpatici e dei centri nervosi vasocostrittori, liberazione di catecolamine dalla midollare del surrene, aumento della produzione di aldosterone nella corteccia surrenale, abbassamento dell'escrezione renale dell'acqua e degli elettroliti). L'angiotensina-II forma con la renina un sistema di regolazione e di controllo dell'equilibrio pressorio del circolo (omeostasi circolatoria). Il calo della pressione sanguigna determina un aumento della produzione di renina da parte delle cellule dell'apparato iuxta-glomerulare del rene. Viene di conseguenza stimolata la biosintesi dell'angiotensina che ripristina l'equilibrio pressorio. Il complesso renina-angiotensina è invece inibito dall'aumento della pressione sanguigna.

Bibliografia

M. Schachter, Polypeptides which Affect Smooth Muscles and Blood Vessels, Oxford, 1960; F. Gross, Angiotensin, in “Arch. exp. Path. Pharmak.”, 245, 196, 1963; W. F. Ganong, Fisiologia medica, Padova, 1967.

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