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annali

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Lessico

sm. pl. [sec. XIV; dal latino annāles].

1) Narrazione storica che si limita a registrare gli avvenimenti in ordine puramente cronologico, anno per anno, ed è perciò distinta dalla storia vera e propria, che è anche sintesi e interpretazione degli eventi: leggere gli annali di Tacito. Per estensione, cronaca, memoria storica.

2) Compilazione che, per un certo ambito di tempo, illustra gli avvenimenti annuali di una località o riporta tutte le informazioni importanti che si riferiscono a un'arte o a una branca della scienza: gli annali di Milano; gli annali della letteratura italiana, di diritto, di medicina, ecc. È usato frequentemente come titolo di pubblicazioni periodiche.

Storia

Tutti i popoli civili dell'antichità, dai Cinesi ai Persiani, ebbero i loro annalisti, incaricati di fissare gli avvenimenti della storia nazionale. A Roma tale compito spettava ai pontefici, che annotavano i più importanti fatti dell'anno, via via che si verificavano, su tavole di legno imbiancate (le tabulae dealbatae). Gli annali anteriori al 387 a. C. andarono perduti nell'incendio gallico. Fra il sec. III e il II a. C. con Fabio Pittore, Cincio Alimento, Albino Aulo Postumio, Acilio Glabrione, alcuni dei quali scrissero in greco, l'annalistica acquistò un certo valore letterario e storico, anche se fu inquinata dalla mitografia, dall'orgoglio nazionale e gentilizio. Nel 123 a. C. il pontefice massimo P. Muzio Scevola abolì l'uso delle tavole imbiancate e si ritiene comunemente che egli sia stato il compilatore degli ottanta libri di annali desunti da quelle e conosciuti col nome di Annali Massimi. Nell'età dei Gracchi e in quella di Silla si ricordano, fra gli annalisti, Pisone Calpurnio Frugale, Cassio Emina, Licinio Macro e Sempronio Asellione, che distinse fra cronaca e storia con acutezza polibiana e fu seguito da Claudio Quadrigario, Celio Antipatro, Valerio Anziate. Gli annali di questi scrittori, e altri a noi noti per esigui frammenti, contano tra le fonti di Tito Livio. Nel Medioevo i monaci furono gli unici depositari della cultura e le loro cronache, benché rozze, costituiscono la sola fonte d'informazione sugli avvenimenti storici del tempo; così, per esempio, Gregorio di Tours ci ha tramandato notizie sui primi tempi della monarchia dei Franchi. Nei secoli successivi il titolo di Annali fu dato da storici come Ludovico Muratori o Cesare Baronio alle loro grandi raccolte di documenti.