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anténna (lessico)

sf. [sec. XIII; latino antēnna].

1) Asta sulla quale, nelle imbarcazioni a vela viene inferita (cioè fissata per un lato) la vela latina. È sistemata trasversalmente all'albero, inclinata, con la parte più in basso (penna) verso prora e quella più alta (cornale o carro) verso poppa. Per estensione, poetico, vela, nave: “il lido afferra la felice antenna” (Monti).

2) Asta, palo, per reggere bandiere, stendardi e simili: “sopra una lunga antenna ondeggiava un gonfalone sanguigno” (Beltramelli). Lett., lancia: “spinse ei l'antenna del ferir maestra” (Carducci).

3) Nella tecnologia del legno, grosso palo ricavato da tronchi di Conifere (abete bianco e rosso, larice, pino, ecc.), detto anche candela, la cui lunghezza varia da 8 a 16 m. Viene usato per impalcature e armature provvisorie. Quando viene asciato per quasi tutta l'altezza, l'antenna prende il nome di abetella.

4) Nelle costruzioni, antenna strallata o controventata, palo di legno, o più frequentemente traliccio, pilone, portale, irrigidito con funi metalliche che prendono il nome di controventi o stralli. Tali funi, tese mediante tenditori a vite, devono essere collocate in maniera che almeno una di esse si trovi sempre nella direzione opposta alla risultante delle forze esterne che sollecitano l'antenna.

5) Nelle telecomunicazioni, complesso di apparecchi radioelettrici per irradiare o captare radioonde. Vedi antenna (telecomunicazioni).

6) Nelle estrazioni petrolifere, antenna ribaltabile, torre di perforazione di pozzi petroliferi del tipo trasportabile su autocarri (vedi derrick; mast).

7) Appendice articolata, con funzione essenzialmente sensitiva (tattile e olfattiva), propria di alcuni Artropodi; vedi antenna (zoologia).

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