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antinomìa

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Lessico

sf. [dal greco antinomía, contrasto di leggi]. Opposizione di tesi entrambe dimostrabili. Conflitto, opposizione formale o sostanziale tra norme legislative, concezioni ideologiche od opinioni: le nostre idee sono in assoluta antinomia.

Diritto

L'esistenza di due norme che, pur appartenendo a un medesimo ordinamento giuridico, sono tra loro incompatibili. Il vigente diritto italiano, all'art. 15 delle disposizioni generali, prevede l'abrogazione della norma precedente in contrasto con una nuova disposizione.

Filosofia

La più nota tra le discussioni critiche del concetto di antinomia è quella presentata da Kant nella Critica della ragion pura, dove espone quattro antinomie, derivanti da uso illegittimo delle categorie e basate sull'idea di mondo: finitezza-infinità spazio temporale del mondo; divisibilità-indivisibilità all'infinito delle sostanze del mondo; possibilità-impossibilità di spiegare i fenomeni del mondo con le sole leggi di natura; esistenza-inesistenza di un essere necessario che sia causa del mondo. Prima di Kant il concetto di antinomia si trova nei “dilemmi” dei megarici e degli stoici, negli Insolubilia e negli Obligatoria dei logici medievali e infine nel metodo del sic et non di Abelardo. La logica contemporanea ha spiegato l'antinomia come coppia di asserti che sono nello stesso tempo e contraddittori e tali che la verità o la falsità dell'uno implica necessariamente la falsità o la verità dell'altro. In essi Kant riscontra l'impossibilità della ragione di raggiungere l'unità noumenica del reale con le categorie, che essa ha a sua disposizione, ma che in realtà sono atte solo a costruire il mondo dei fenomeni.

Logica matematica

Presenza, in una teoria, dell'affermazione e della negazione di uno stesso enunciato in base ad argomenti che appaiono corretti. Questi argomenti sono considerati corretti dato che non presentano difficoltà quando sono usati in altri contesti, mentre determinano contraddizione solo in una certa combinazione. Spesso si designa con antinomia una situazione in cui non è possibile determinare la verità o la falsità di un enunciato. Il termine antinomia è anche usato come sinonimo di paradosso, termine che ha però un significato più generale e generico. Le antinomie sono note sin dall'antichità, ma è soprattutto la scoperta di antinomie nello sviluppo non assiomatico di alcune teorie (per esempio nella teoria degli insiemi) che ha generato gravi difficoltà, facendo convergere su di esse l'interesse dei logici e originando i moderni tentativi di assiomatizzazione. Tipica antinomia è l'antinomia del mentitore: l'affermazione “io mento” non può essere né vera né falsa, perché se vera implica la falsità, se falsa la verità dell'affermazione. Un'altra celebre antinomia è l'antinomia del barbiere del paese. Supponiamo di essere in un paese e diamo la seguente definizione di barbiere: “Il barbiere è colui che taglia i capelli solamente a tutti quegli abitanti del paese che non se li tagliano da soli”. Ci chiediamo se il barbiere si taglia da solo i capelli. Se se li tagliasse da solo, egli non sarebbe il barbiere che, per definizione, taglia i capelli solamente a quelli che non se li tagliano da soli. Se non se li tagliasse da solo, allora, essendo barbiere, sempre per definizione, dovrebbe tagliarseli da solo. Abbiamo quindi un'antinomia. Questa è una esemplificazione dell'antinomia di Russell.

Pedagogia

Il concetto di antinomia viene assunto nel discorso pedagogico solo per analogia all'uso che se ne fa in diritto e in filosofia. Le antinomie pedagogiche designano coppie di concetti, quali autorità-libertà, socializzazione-individualizzazione, formalismo-contenutismo, ecc., che, nella storia del pensiero pedagogico, si sono spesso presentate come problemi le cui risoluzioni non sempre hanno significato la reciproca esclusione dei due concetti. Nell'attivismo, per esempio, individualizzazione e socializzazione non si risolvono in antitesi ma si ricompongono in quanto, nell'educazione del fanciullo, l'individualizzazione può arricchire e valorizzare la sua personalità, mentre la socializzazione permette lo sviluppo di tale personalità in una dimensione collettiva. Nel contesto della pedagogia italiana, le antinomie pedagogiche vengono rilevate e analizzate soprattutto da G. M. Bertin.

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